Alle Olimpiadi 2024 la Refugee Olympic Team ha visto la partecipazione di 36 atleti provenienti da 11 Paesi, impegnati in 12 discipline sportive, un segnale forte di resilienza e visibilità globale che rappresenta oltre 100 milioni di persone sfollate in tutto il mondo.
In Italia il CONI ha attivato progetti mirati attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) per favorire l’inclusione sportiva di migranti e rifugiati, specialmente minori, all’interno del sistema di accoglienza nazionale. Lo sport diventa fattore educativo, sociale e anche psicologico: aiuta a costruire autostima, disciplina e senso di comunità, qualità che servono tanto ai campi atletici quanto ai contesti lavorativi.
Il modello dell’Olimpic Refuge Foundation e del Refugee Olympic Team mostra che non basta il diploma sportivo: servono opportunità per integrare gli atleti nel sociale, con allenamenti, riconoscimenti, formazione continua. Studi UE confermano che partecipare ad attività sportive riduce il rischio di esclusione sociale per rifugiati, migliora l’apprendimento linguistico e accelera l’accesso al lavoro.
Nel contesto italiano, numerose associazioni sportive collaborano con il CONI e con enti locali per offrire attività gratuite o a basso costo, con tecnici qualificati formati per gestire inclusion, diversità e integrazione.
Ed è proprio tra questi valori che si intreccia la missione di SIA Servizi e Road To Italy®: valorizzare talento, offrire corsi di lingua base e di secondo livello, bilanci di competenze che permettano a chi arriva dall’estero non solo di muovere i primi passi nello sport, ma di costruire un profilo professionale reale. Perché sport, integrazione e lavoro non sono strade parallele: uniscono storie, costruiscono comunità, trasformano l’arrivo in Italia in opportunità concreta per chi è pronto a mettersi in gioco.





