Angola, l’Italia ha già cominciato a formare: il prossimo passo può essere preparare lavoratori per le nostre imprese

A Huambo parte Lab Innova for Africa, il programma ICE dedicato alle imprese dell’agribusiness angolano. Non è un progetto Decreto Cutro e non prepara lavoratori destinati all’Italia. Ma dimostra che selezione, formazione, istituzioni locali e sistema italiano possono già lavorare insieme sullo stesso territorio. Se dall’Italia arrivasse un fabbisogno occupazionale concreto, l’articolo 23 potrebbe aggiungere un’altra strada: formare in Angola professionisti destinati a essere assunti dalle nostre aziende.

Prima di tutto, una distinzione

Non tutto ciò che forma professionalità in Africa è Decreto Cutro. E dirlo è importante. Lab Innova for Africa “Luca Attanasio”, che parte a Huambo, è un’iniziativa ICE dedicata alla crescita manageriale e imprenditoriale dell’agribusiness angolano. Prevede formazione nel Paese e successivamente uno study tour in Italia. Non è un programma ex articolo 23. Non seleziona lavoratori per portarli nelle aziende italiane. Non promette un posto di lavoro nel nostro Paese. Eppure dentro quella esperienza c’è qualcosa che Road To Italy deve osservare attentamente: l’infrastruttura della collaborazione esiste già. Selezione sul territorio, formazione italiana, istituzioni angolane, Ambasciata, ICE, imprese.

Cambiare destinatario, cambiare obiettivo

Immaginiamo allora un secondo binario. Non un imprenditore angolano formato per sviluppare la propria azienda, ma un giovane selezionato perché un’impresa italiana ha bisogno esattamente della sua futura professionalità. Un tecnico di macchine agricole. Un manutentore. Un meccanico. Un operatore della trasformazione agroalimentare. Anche qui i profili non vanno inventati: deve essere l’azienda italiana a indicare il mestiere che manca. A quel punto cambia tutto. Si può costruire un programma professionale e civico-linguistico coerente con l’articolo 23, formare la persona in Angola pensando già alla mansione che potrà svolgere e, dopo il completamento positivo del percorso, avviare le procedure previste per l’ingresso lavorativo in Italia fuori dalle quote ordinarie.

Road To Italy, costruire un ponte diverso

L’Angola di oggi ci offre quindi un laboratorio, non ancora un corridoio. Road To Italy di SIA Servizi può provare a costruire il pezzo che manca. Cercare innanzitutto in Italia imprese dell’agroindustria, della meccanica agricola, della manutenzione e della trasformazione alimentare con un fabbisogno reale. Definire le competenze. Poi voltarsi verso l’Angola e verificare se esistano persone, partner e strutture attraverso cui costruire selezione e formazione. È questa la direzione corretta: Italia → bisogno; Angola → selezione e formazione; articolo 23 → percorso legale; Italia → assunzione. Non basta costruire un ponte. Bisogna sapere prima chi deve attraversarlo e, soprattutto, quale posto di lavoro lo aspetta dall’altra parte.