Non è solo una questione di numeri, ma di equilibrio sociale.
Il Dossier Statistico Immigrazione 2025, presentato da IDOS, Caritas e Fondazione Migrantes e rilanciato da Domani, racconta un Paese che senza i lavoratori stranieri non potrebbe reggere. Oggi in Italia oltre 3 milioni e 800mila cittadini non comunitari contribuiscono in modo diretto al sistema produttivo nazionale, coprendo settori dove la manodopera italiana è carente: assistenza alla persona, edilizia, agricoltura, ristorazione e logistica. Secondo il dossier, un lavoratore su dieci è di origine straniera, e la loro presenza garantisce continuità a interi comparti.
Dietro le cifre ci sono però contraddizioni profonde. Le retribuzioni restano mediamente più basse del 30-40% rispetto ai cittadini italiani, e molti lavoratori si trovano in condizioni di vulnerabilità contrattuale o abitativa. Tuttavia, il loro apporto economico è enorme: oltre 143 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto nel 2024, un contributo essenziale che alimenta il PIL nazionale e sostiene le pensioni di milioni di italiani. Anche il gettito fiscale dei cittadini stranieri ha superato i 29 miliardi di euro, segno che l’immigrazione, quando regolata e accompagnata da politiche di integrazione, diventa risorsa e non peso.
Le storie raccontate dal dossier sono tante. Come quella di Samira, arrivata dal Marocco e oggi coordinatrice in un’azienda agricola emiliana, o di Joseph, rifugiato camerunense impiegato nel settore edilizio in Lombardia dopo aver frequentato corsi di formazione professionale e lingua italiana. È qui che entra in gioco la missione di realtà come SIA Servizi e il progetto Road To Italy®, che da anni affiancano migranti e rifugiati con percorsi di formazione linguistica e professionale pensati per aprire le porte al mondo del lavoro. Imparare l’italiano, acquisire competenze, sentirsi parte di una comunità: è questo il vero antidoto alla marginalità. L’Italia che cresce, lavora e include è quella che investe nelle persone, trasformando l’accoglienza in opportunità concreta.





