Decreto Cutro, il curriculum arriva in Italia prima del lavoratore: ora le aziende possono cercare sul SIISL i professionisti formati all’estero

Prima la formazione nel Paese d’origine, poi l’incontro con l’impresa italiana e soltanto alla fine il viaggio. Con l’integrazione tra PIF e SIISL prende forma uno dei passaggi più interessanti dell’articolo 23: i lavoratori che hanno completato i programmi approvati possono rendere visibile il proprio profilo alle aziende italiane. È il mercato del lavoro che comincia a guardare oltre confine prima ancora che il lavoratore lo attraversi.

Prima parte la competenza, poi parte la persona

Per anni abbiamo immaginato il viaggio nella direzione opposta. Prima l’arrivo, poi la ricerca di un lavoro. Il Decreto Cutro, attraverso il rafforzamento dell’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione, prova invece a capovolgere la prospettiva. Nel Paese terzo si seleziona. Nel Paese terzo si forma. Si insegnano una professione, la lingua italiana, gli elementi di educazione civica, i diritti e i principi di salute e sicurezza sul lavoro. E soltanto dopo può cominciare il percorso verso l’Italia. Adesso a questa architettura si aggiunge un passaggio decisivo: il curriculum può arrivare prima della persona. Attraverso l’interoperabilità tra PIF e SIISL, i cittadini che hanno completato positivamente i programmi ex articolo 23 possono entrare nel sistema informativo italiano e rendere il proprio profilo consultabile dagli operatori del mercato del lavoro.

Dall’aula africana allo schermo dell’impresa italiana

È un passaggio meno spettacolare di un aereo che atterra, ma probabilmente molto più importante. Il lavoratore completa la formazione all’estero, i suoi dati transitano dalla Piattaforma Ingressi Formati all’Estero al SIISL e viene generato un curriculum collegato al percorso seguito. Una volta completata l’attivazione, il profilo può essere consultato da imprese, Agenzie per il Lavoro e consulenti secondo la coerenza settoriale prevista dal sistema. È qui che formazione e domanda italiana cominciano finalmente a guardarsi negli occhi. Non significa ingresso automatico, né assunzione garantita. Restano il datore di lavoro, la richiesta attraverso il canale LFE, il nulla osta, il visto e tutti i passaggi previsti dalla legge. Ma la sequenza cambia: prima si costruisce la professionalità, poi la si mette davanti all’impresa, infine si apre la strada verso l’Italia.

Road To Italy, la distanza si accorcia prima di salire sull’aereo

È esattamente nello spazio tra quei due mondi che si inserisce la missione di Road To Italy di SIA Servizi. Un’azienda italiana cerca un saldatore, un elettricista, un manutentore o un’altra professionalità difficile da reperire. Il fabbisogno può diventare il punto di partenza di un programma: individuazione del Paese terzo, selezione, formazione professionale e civico-linguistica e, completato positivamente il percorso, accesso agli strumenti previsti dall’articolo 23 per il successivo ingresso lavorativo fuori dalle quote ordinarie. Il SIISL aggiunge qualcosa che mancava: una vetrina nella quale la competenza costruita a migliaia di chilometri di distanza può cominciare a parlare con l’impresa italiana. Il lavoratore è ancora nel suo Paese. Ma il suo mestiere, in qualche modo, è già arrivato.