Dall’Argentina alla Sicilia, il lavoro arriva già formato: 25 elettricisti per le imprese che non li trovavano

I primi sette tecnici sono già stati assunti dalle aziende associate a Sicindustria, altri 18 sono attesi. Un progetto nato dalla carenza reale delle imprese e costruito attraverso formazione professionale e civico-linguistica nel Paese d’origine. Quando l’articolo 23 smette di essere soltanto una norma e diventa lavoro.

Ci sono numeri che raccontano molto più della loro dimensione. Sette elettricisti sono già arrivati dall’Argentina in Sicilia e sono stati assunti da imprese associate a Sicindustria. Altri diciotto sono attesi. Venticinque in tutto. Non migliaia di ingressi, dunque, ma qualcosa che per il mercato del lavoro italiano può essere persino più interessante: una risposta costruita intorno a un’esigenza precisa delle aziende. Mancavano elettricisti qualificati. Le imprese li cercavano e faticavano a trovarli. Il progetto è partito da lì.

Prima il lavoro, poi la ricerca delle persone

Il progetto “Formazione professionale e civico-linguistica per elettricisti” era stato approvato dal Ministero del Lavoro nell’ottobre 2024 nell’ambito dei programmi di formazione all’estero. Paese individuato: Argentina. Settore: installazione e manutenzione di impianti elettrici civili e del terziario. Destinatari: 25. Proponente l’Agenzia per il lavoro Osmosi, con Sicindustria e alcune imprese tra i soggetti aderenti. Oggi, sul portale istituzionale Integrazione Migranti, il programma risulta concluso.

Ma è quello che accade dopo a dare sostanza alle caselle amministrative. I primi sette lavoratori sono stati assunti da aziende aderenti alla delegazione di Caltanissetta di Sicindustria, mentre gli altri diciotto sono attesi per completare il percorso.

Il presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo, ha individuato il cuore del problema: la difficoltà nel reperire personale qualificato finisce per incidere sulla capacità delle aziende di crescere e competere. La risposta passa quindi dalla costruzione di percorsi capaci di mettere insieme formazione, competenze e lavoro anche oltre i confini nazionali.

Ed è qui che cambia completamente la prospettiva. Non si parte da venticinque persone straniere chiedendosi dove collocarle. Si parte da imprese italiane che hanno bisogno di elettricisti e si costruisce a monte il percorso necessario per prepararli.

Il Decreto Cutro e quella strada che parte dai Paesi terzi

È la logica dei percorsi previsti dall’articolo 23 del Testo Unico sull’Immigrazione, nel quadro rafforzato dal Decreto Cutro: programmi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi di origine collegati a un successivo inserimento lavorativo in Italia.

L’esperienza siciliana rende visibile una sequenza che sulla carta può sembrare complessa, ma industrialmente ha una logica molto semplice:

fabbisogno dell’impresa italiana → selezione nel Paese terzo → formazione prima della partenza → ingresso legale → assunzione in Italia.

Non è una scorciatoia e non è una soluzione automatica. Servono programmi conformi alla normativa, aziende realmente interessate ad assumere e competenze costruite sulla domanda effettiva del mercato. Ma proprio per questo il modello può diventare uno strumento per affrontare uno dei paradossi del sistema produttivo italiano: avere lavoro disponibile e non riuscire a trovare abbastanza persone preparate per svolgerlo.

Un problema che non riguarda soltanto la Sicilia. Dal Nord industriale al Mezzogiorno, le imprese continuano a segnalare difficoltà nel reperimento di operai specializzati e tecnici. Elettricisti, saldatori, manutentori, meccanici e impiantisti sono diventati, in numerosi territori e settori, una risorsa sempre più difficile da intercettare.

Oggi elettricisti, domani saldatori, manutentori e meccanici

È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’esperienza di Sicindustria. Oggi sono elettricisti. Domani la stessa logica può riguardare saldatori, manutentori, operatori CNC, meccanici, impiantisti, carpentieri, autisti e altre professionalità che le aziende italiane cercano senza riuscire a soddisfare interamente il proprio fabbisogno.

È anche il principio sul quale SIA Servizi, attraverso Road To Italy®, sta costruendo il proprio lavoro con le imprese: partire dalla domanda e non dall’offerta. Prima individuare le professionalità realmente necessarie all’azienda italiana, poi selezionare e formare nei Paesi terzi persone che possano acquisire o perfezionare quelle competenze.

In altre parole: non proporre alle imprese le persone che già ci sono. Costruire insieme alle imprese le persone che serviranno.

L’esperienza siciliana dimostra soprattutto che questa strada non appartiene più soltanto al futuro. Nel 2024 il progetto degli elettricisti argentini era ancora una risposta da costruire alla difficoltà delle imprese nel reperire personale specializzato. Nell’ottobre 2026 i primi sette sono arrivati in Sicilia e sono stati assunti. Altri diciotto sono attesi.

Tra quei due momenti ci sono selezione, formazione, procedure e migliaia di chilometri. Ma soprattutto c’è un posto di lavoro che esisteva prima ancora che iniziasse il viaggio.

Ed è probabilmente questa la differenza che conta.