Il Ministero del Lavoro chiarisce le procedure di iscrizione al SIISL per i cittadini stranieri che completano programmi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi terzi. Un nuovo tassello operativo per il sistema degli ingressi fuori quota previsto dall’articolo 23 del Testo Unico sull’Immigrazione, rafforzato dal Decreto Cutro.
Formarsi all’estero per lavorare in Italia: il percorso diventa sempre più strutturato
Prima la selezione, poi la formazione professionale e linguistica nel Paese d’origine. Infine, quando ricorrono tutte le condizioni previste, il percorso verso l’ingresso regolare e l’assunzione presso un’impresa italiana.
È il modello introdotto e rafforzato negli ultimi anni per rispondere a una delle esigenze più concrete del sistema produttivo nazionale: trovare lavoratori qualificati quando le professionalità richieste non sono immediatamente disponibili sul mercato interno.
Ma il collegamento tra formazione all’estero e inserimento lavorativo in Italia richiede procedure precise. Ed è proprio su uno di questi passaggi che arrivano chiarimenti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Sul portale istituzionale Integrazione Migranti sono state pubblicate le indicazioni relative all’iscrizione al Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL) dei lavoratori stranieri che hanno completato programmi di formazione professionale e civico-linguistica all’estero.
La procedura riguarda i percorsi disciplinati dall’articolo 23 del Testo Unico sull’Immigrazione, modificato dal Decreto Cutro, che consente ai cittadini di Paesi terzi formati nell’ambito di programmi approvati dal Ministero di accedere, alle condizioni previste, al canale di ingresso per lavoro subordinato al di fuori delle quote ordinarie del Decreto Flussi.
Non si tratta di una nuova possibilità di ingresso introdotta in questi giorni, ma di un ulteriore elemento organizzativo che contribuisce a definire il funzionamento del sistema.
Un aspetto importante per le imprese, ma soprattutto per i soggetti che progettano e realizzano programmi di formazione nei Paesi terzi.
L’iscrizione al SIISL: cosa prevedono le nuove indicazioni
Il SIISL è la piattaforma nazionale dedicata all’incontro tra domanda e offerta di lavoro e agli strumenti per l’inclusione sociale e lavorativa.
Con le disposizioni introdotte dal decreto-legge 159/2025 e le modalità definite dal decreto interministeriale del 22 giugno 2026, l’iscrizione al sistema è stata prevista anche per i lavoratori stranieri che completano i programmi di formazione professionale e civico-linguistica all’estero disciplinati dall’articolo 23.
L’adempimento coinvolge i soggetti proponenti dei programmi formativi, chiamati a registrare i lavoratori che hanno concluso il percorso secondo le modalità stabilite.
Dopo una prima informativa diffusa ad agosto, il Ministero del Lavoro ha reso disponibili a settembre ulteriori risposte alle domande più frequenti, con l’obiettivo di chiarire gli aspetti applicativi della procedura.
La novità merita attenzione perché conferma quanto la formazione internazionale richieda oggi un’organizzazione che vada oltre la semplice individuazione dei candidati.
Occorre progettare correttamente i corsi, rispettare i requisiti di approvazione, documentare il completamento della formazione e gestire gli adempimenti previsti per le successive fasi del percorso.
L’iscrizione al SIISL, tuttavia, non equivale a un’autorizzazione automatica all’ingresso o all’assunzione.
Per il datore di lavoro resta necessario seguire la procedura per la richiesta del nulla osta, attraverso il modello LFE disponibile sul Portale Servizi del Ministero dell’Interno, oltre agli ulteriori passaggi amministrativi applicabili.
È una distinzione essenziale: il canale fuori quota rappresenta un’opportunità normativa, ma non elimina i controlli e gli adempimenti previsti.
Dalla formazione nei Paesi terzi all’assunzione: la sfida è costruire percorsi completi
Per le imprese italiane che cercano personale specializzato, il valore dell’articolo 23 risiede nella possibilità di organizzare la preparazione dei lavoratori prima del loro arrivo.
Un’opportunità che riguarda potenzialmente numerosi comparti produttivi, dall’edilizia alla metalmeccanica, dall’impiantistica alla manutenzione industriale, nei quali la difficoltà di reperire determinate figure può incidere sulla capacità delle aziende di rispondere alle esigenze del mercato.
È in questo contesto che opera Road To Italy®, progetto promosso da SIA Servizi, attraverso percorsi che collegano il fabbisogno occupazionale delle imprese italiane alla selezione e alla formazione professionale nei Paesi terzi.
Il principio è partire dalle necessità concrete delle aziende, individuare le competenze richieste e costruire programmi coerenti con le attività che i lavoratori saranno chiamati a svolgere in Italia.
Ma la preparazione professionale rappresenta soltanto una parte del percorso.
La corretta gestione degli adempimenti, il coordinamento tra i soggetti coinvolti e la conoscenza delle procedure di ingresso sono elementi altrettanto importanti per trasformare un programma formativo in una reale opportunità occupazionale.
Le indicazioni ministeriali sull’iscrizione al SIISL confermano proprio questa evoluzione: la mobilità internazionale del lavoro non può essere affrontata come una semplice attività di reclutamento, ma richiede una filiera organizzata, dalla formazione alla regolarità dell’inserimento lavorativo.
Per le aziende significa poter valutare uno strumento aggiuntivo rispetto ai canali tradizionali di assunzione. Per i lavoratori, la possibilità di affrontare un percorso di mobilità professionale fondato su formazione e procedure regolari.
E per chi progetta questi programmi, una responsabilità crescente nella qualità e nella corretta gestione delle attività.
Perché portare un lavoratore in Italia non significa soltanto trovare una persona disponibile a partire. Significa costruire le condizioni affinché possa arrivare preparata, entrare regolarmente e inserirsi davvero nel mondo del lavoro.





