Con l’Avviso 4/2026 arrivano nuove risorse per sviluppare competenze avanzate e rafforzare la formazione obbligatoria sulla sicurezza. Un’opportunità per le aziende aderenti, chiamate a investire sulla preparazione del personale già occupato. E per il sistema produttivo italiano la formazione diventa sempre più una leva di competitività.
Trenta milioni per le competenze: la formazione torna al centro dell’impresa
Il mercato del lavoro cambia, le tecnologie accelerano e le imprese sono chiamate a confrontarsi con processi produttivi sempre più complessi. Ma c’è un elemento che continua a fare la differenza tra un investimento e la sua reale capacità di produrre risultati: la preparazione delle persone.
È in questo scenario che si inserisce l’Avviso 4/2026 di Fondimpresa, dedicato allo sviluppo delle competenze avanzate e alla sicurezza obbligatoria, con una dotazione complessiva di 30 milioni di euro.
L’iniziativa mette a disposizione delle imprese aderenti opportunità di formazione finanziata, con l’obiettivo di rafforzare le competenze dei lavoratori e accompagnare l’evoluzione delle attività aziendali.
La misura assume un significato particolare in una fase nella quale innovazione tecnologica, trasformazione digitale e nuove esigenze organizzative stanno modificando il modo di lavorare in numerosi comparti produttivi.
Non basta acquistare nuovi macchinari, introdurre strumenti digitali o aggiornare le procedure. Occorre assicurarsi che il personale disponga delle conoscenze necessarie per utilizzare correttamente quelle risorse.
La formazione, dunque, non è soltanto un costo da sostenere o un adempimento da rispettare. Può diventare un investimento capace di migliorare produttività, organizzazione e sicurezza.
L’Avviso 4/2026 punta proprio a rafforzare questo collegamento, offrendo alle imprese aderenti la possibilità di partecipare a percorsi formativi costruiti nell’ambito di cataloghi qualificati.
Competenze avanzate e sicurezza: come funziona l’Avviso 4/2026
La misura presenta una caratteristica precisa: la formazione viene organizzata attraverso cataloghi predisposti da soggetti proponenti qualificati da Fondimpresa, secondo le regole stabilite dall’Avviso.
I percorsi sono rivolti ai lavoratori delle imprese aderenti e riguardano due ambiti fondamentali: lo sviluppo di competenze avanzate e la formazione obbligatoria in materia di sicurezza.
Quest’ultima assume particolare rilievo anche alla luce dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha aggiornato il quadro di riferimento per la formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per le aziende, la possibilità di accedere a strumenti di finanziamento dedicati può contribuire a rendere più sostenibile l’aggiornamento professionale, soprattutto quando la necessità di formare il personale riguarda più reparti o figure differenti.
L’iniziativa attribuisce inoltre attenzione alle micro e piccole imprese, realtà nelle quali gli investimenti formativi possono incontrare maggiori difficoltà organizzative ed economiche.
L’accesso alle risorse non è tuttavia automatico. Le aziende devono rispettare i requisiti previsti e aderire a piani presentati attraverso i soggetti abilitati, secondo le procedure e le condizioni dell’Avviso.
La finestra indicata per la presentazione dei piani formativi va dal 1° al 22 dicembre 2026, dopo la fase di qualificazione dei cataloghi.
È un passaggio che richiede programmazione. Le imprese interessate devono individuare per tempo le competenze da sviluppare e verificare le opportunità formative effettivamente disponibili.
Il valore dell’iniziativa non risiede soltanto nei 30 milioni stanziati, ma nella possibilità di trasformare un’esigenza di aggiornamento in un percorso organizzato di crescita professionale.
Formare chi lavora e preparare chi arriverà: due sfide complementari
La formazione continua rappresenta una delle risposte fondamentali alle trasformazioni del sistema produttivo. Ma non esaurisce il problema delle competenze.
Da un lato, infatti, le imprese devono aggiornare e valorizzare i lavoratori già presenti nei propri organici. Dall’altro, devono riuscire a reperire nuove professionalità quando il mercato del lavoro non offre candidati in numero sufficiente o con una preparazione adeguata.
Sono due esigenze differenti, che possono però inserirsi nella stessa strategia aziendale.
È su questo terreno che opera SIA Servizi, impegnata nella formazione e nell’accompagnamento delle imprese attraverso gli strumenti disponibili, tra cui Fondimpresa.
Accanto alla formazione continua, attraverso il progetto Road To Italy®, SIA sviluppa inoltre percorsi orientati alla ricerca, selezione e preparazione professionale di lavoratori provenienti da Paesi terzi.
Il riferimento normativo è l’articolo 23 del Testo Unico sull’Immigrazione, nell’ambito delle disposizioni rafforzate dal Decreto Cutro, che disciplina programmi di formazione professionale e civico-linguistica all’estero, collegati al successivo ingresso regolare in Italia per lavoro subordinato, secondo le condizioni previste.
È importante distinguere i due strumenti: l’Avviso Fondimpresa 4/2026 riguarda la formazione dei lavoratori occupati nelle imprese aderenti e non costituisce un finanziamento automatico dei corsi pre-partenza nei Paesi terzi.
Le opportunità di finanziamento di eventuali attività formative successive all’ingresso e all’assunzione devono essere valutate separatamente, verificando l’ammissibilità dei lavoratori, dei costi e dei piani.
La prospettiva per le aziende, tuttavia, è significativa: programmare non soltanto l’arrivo di nuove risorse, ma anche il loro aggiornamento e la crescita professionale nel tempo.
Perché la competitività non dipende esclusivamente dalla capacità di assumere. Dipende anche dalla possibilità di accompagnare le persone lungo l’intero percorso lavorativo.
Le imprese del futuro non saranno soltanto quelle capaci di trovare nuovi talenti. Saranno quelle che avranno saputo prepararli, valorizzarli e continuare a formarli.
Ed è proprio su questa continuità tra formazione, lavoro e sviluppo delle competenze che si gioca una parte importante della crescita del sistema produttivo italiano.





