Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi, diversi comitati regionali italiani hanno avviato programmi che includono atleti rifugiati nei centri di preparazione. L’iniziativa non riguarda solo l’agonismo: vuole dare a ragazzi e ragazze una possibilità concreta di ricostruire la propria vita attraverso lo sport.
A Formia, Tirrenia e Ostia alcuni giovani provenienti da Afghanistan, Siria e Sudan sono seguiti da tecnici federali. Le storie che emergono sono intense: chi correva scalzo nei villaggi, chi nuotava nei fiumi, chi non aveva mai immaginato di allenarsi in Italia.
Gli allenatori sottolineano che disciplina e impegno non mancano. A mancare, spesso, è la lingua, l’orientamento al lavoro, la possibilità di formarsi fuori dal campo.
Ed è qui che percorsi come quelli di SIA Servizi diventano necessari: imparare l’italiano, acquisire competenze, costruire un futuro. Road To Italy® completa la rotta offrendo un ponte verso il mondo del lavoro, perché l’integrazione non si ferma alla pista o alla piscina: continua nella vita quotidiana.





