Musica e integrazione: rifugiati nei festival italiani di world music

Nei principali festival di world music italiani — dal Sud al Nord — sta emergendo una partecipazione crescente di musicisti rifugiati. Tamburi sudanesi, violini siriani, cori afghani, chitarre dell’Africa occidentale: un mosaico sonoro che racconta un’Italia nuova.
Sul palco del WOMAD di Palermo, un gruppo di giovani arrivati da pochi mesi ha commosso il pubblico con un brano dedicato alla famiglia rimasta lontana. A Torino, invece, una band etiope-italiana ha registrato sold-out con un mix di jazz e musica tradizionale.
La musica, come lo sport, abbatte barriere. Ma anche qui resta un punto debole: senza formazione linguistica e orientamento professionale, molti musicisti non riescono a trasformare il talento in mestiere.
Per questo servono progetti che integrino arte e formazione. Ed è esattamente ciò che propone SIA Servizi: corsi che permettono di comunicare, di capire contratti, di lavorare con associazioni e produzioni. Road To Italy® dà struttura a questo percorso, aprendo un ponte tra creatività e mondo del lavoro.

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