Imprese italiane e rifugiati: l’integrazione che crea valore

In Italia cresce il numero di aziende che scelgono di investire sull’integrazione dei rifugiati. Non è più solo un gesto solidale, ma una strategia economica. Il programma “Welcome – Working for Refugee Integration”, sostenuto da UNHCR, nel 2024 ha coinvolto oltre 520 imprese e generato 22 mila contratti di lavoro. Dalle grandi cooperative del Nord ai distretti manifatturieri del Centro-Sud, la parola chiave è una: formazione. Aziende come Lavazza, Ikea e Barilla hanno raccontato come l’inclusione strutturata migliori la produttività e il clima interno.
Secondo Il Sole 24 Ore, chi inserisce rifugiati con percorsi di tutoraggio riduce i tassi di turnover fino al 40 %. Le competenze linguistiche, la disciplina e la voglia di riscatto fanno la differenza. È un capitale umano che arricchisce la filiera. L’Italia, con oltre 5 milioni di lavoratori stranieri, è oggi il secondo Paese europeo per presenza migrante in ruoli produttivi.
In questa prospettiva, SIA Servizi e Road To Italy operano come cerniera: corsi di lingua italiana di base e di secondo livello, orientamento professionale, formazione settoriale mirata. Percorsi che accompagnano le imprese nella selezione e i rifugiati nel primo inserimento. Un modello che unisce etica ed economia, trasformando la formazione in crescita condivisa.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *