Costa d’Avorio | Dalle spiagge ivoriane agli hotel italiani: nasce il nuovo corridoio del turismo

La Costa d’Avorio non formerà soltanto elettricisti, saldatori o tecnici industriali. Tra i programmi di formazione all’estero approvati dal Ministero del Lavoro il 24 luglio 2026 c’è “Pitagora – Excellence en Formation”, un progetto che coinvolgerà Costa d’Avorio e Tunisia nel settore turistico. Sono previsti 400 destinatari, 200 per ciascun Paese, con profili molto concreti: addetti ai piani, aiuto cuochi, pizzaioli, assistenti bagnanti e bagnini. Un particolare rende la notizia ancora più interessante: chi completa questi programmi può arrivare in Italia per essere assunto al di fuori delle quote del Decreto Flussi.

È un segnale importante perché allarga completamente il racconto della mobilità professionale dalla Costa d’Avorio. Il nostro turismo continua ad avere bisogno di personale, mentre dall’altra parte del Mediterraneo esiste una generazione giovane che può essere preparata prima della partenza. Ma un aiuto cuoco che arriva ad agosto senza conoscere l’italiano e un professionista che ha già studiato lingua, cultura del lavoro e mestiere sono due cose profondamente diverse. L’articolo 23 nasce esattamente intorno a questa differenza: collegare formazione nei Paesi di origine e fabbisogno delle imprese italiane, rafforzando contemporaneamente i canali regolari di ingresso.

È un terreno che incrocia in pieno il lavoro di SIA Servizi attraverso Road To Italy®. E racconta anche perché il modello può essere replicato in comparti molto diversi. Prima si ascolta l’impresa. Poi si individua il profilo, si seleziona, si insegna l’italiano e si costruisce la preparazione professionale necessaria. Solo dopo arriva il viaggio. È quasi un rovesciamento della vecchia immigrazione economica: non partire per cercare un mestiere, ma costruire il mestiere prima di partire. E per la Costa d’Avorio può diventare una porta importante verso una mobilità più qualificata, trasparente e soprattutto consapevole.