Africa | La città produce rifiuti, il lavoro può trasformarli in valore

L’Africa urbanizza a una velocità impressionante e insieme alle città cresce qualcosa di cui si parla decisamente meno: tutto ciò che quelle città buttano via. Raccolta, selezione, riciclo e trattamento dei rifiuti stanno diventando una delle nuove frontiere occupazionali del continente. La conferma arriva anche dai programmi di formazione professionale destinati all’Italia: tra quelli approvati dal Ministero del Lavoro nel 2026 compare “Kenya: people, skills, work”, dedicato proprio alla preparazione di addetti alla raccolta dei rifiuti e alla pulizia delle aree pubbliche. Quindici lavoratori, otto mesi di percorso e un collegamento già costruito con il sistema produttivo italiano. Un piccolo progetto, certamente. Ma racconta una trasformazione molto più grande.

Perché il rifiuto non finisce quando viene raccolto. Da lì comincia una filiera fatta di mezzi, impianti, manutenzione, selezione dei materiali, sicurezza e logistica. E più le città africane crescono, più serviranno professionalità capaci di gestire questa complessità. È interessante anche il percorso inverso: acquisire competenze attraverso esperienze professionali internazionali e poterle utilizzare un giorno nei sistemi urbani africani. La mobilità circolare assume qui una forma estremamente concreta. Un mestiere imparato per rispondere oggi al fabbisogno di un’azienda europea può diventare domani conoscenza preziosa per Nairobi, Accra o Dakar.

È la filosofia sulla quale può crescere anche Road To Italy®, progetto di SIA Servizi. Non cercare genericamente persone, ma partire dai mestieri, formarle, prepararle linguisticamente e accompagnarle verso il lavoro. L’articolo 23 consente proprio ai lavoratori che completano programmi professionali e civico-linguistici approvati di essere assunti in Italia fuori dalle quote ordinarie. Il ponte tra Africa e Italia diventa così qualcosa di molto diverso da una semplice rotta migratoria. Da una parte c’è un bisogno. Dall’altra una competenza da costruire. In mezzo, finalmente, può esserci un progetto.