Prima ancora di prendere un aereo, un lavoratore formato all’estero può cominciare a essere conosciuto dalle imprese italiane. È probabilmente una delle novità più interessanti introdotte nel 2026 e rischia di passare inosservata dietro il linguaggio della burocrazia. Dal 7 agosto sono operative le modalità per iscrivere al SIISL – Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa i cittadini stranieri che hanno completato nei Paesi di origine i programmi professionali e civico-linguistici previsti dall’articolo 23. Una volta attivato il profilo, il sistema genera un curriculum precompilato con la formazione svolta, rendendolo visibile ai datori di lavoro dei settori coerenti con quel percorso.
Qui cambia parecchio. Perché fino a ieri il rischio era formare qualcuno all’estero e avere poi bisogno di un secondo ponte per farlo incontrare con l’azienda. Adesso formazione, profilo professionale e domanda di lavoro cominciano a entrare nello stesso ecosistema. E nel frattempo anche la procedura amministrativa sta diventando più digitale: dal giugno 2026 il Portale Servizi del Ministero dell’Interno permette di sottoscrivere e trasmettere telematicamente i contratti di soggiorno per i lavoratori formati all’estero; il datore può inoltre presentare online il modulo LFE per richiederne l’ingresso e l’assunzione fuori quota.
È esattamente qui che Road To Italy® e SIA Servizi possono rappresentare qualcosa di più di un intermediario. Il valore sta a monte: leggere il fabbisogno dell’impresa, selezionare il candidato nel Paese di origine, costruire lingua e professionalità e accompagnarlo fino all’incontro con il lavoro. La tecnologia adesso rende quel percorso anche più leggibile alle aziende. Ed è forse questo il passaggio culturale più importante: il lavoratore non arriva più in Italia come un nome dentro una pratica. Può arrivarci con una competenza già costruita, certificata e visibile.





