Il mercato globale corre. Le imprese vincono solo se sanno attrarre le migliori professionalità ovunque si trovino. Altri Paesi europei lo fanno da anni. L’Italia resta indietro. Nel 2022 le imprese a capitale estero in Italia hanno investito oltre 6 miliardi di euro in ricerca e sviluppo. Il 37,6% del totale nazionale. Germania, Francia e Paesi Bassi hanno politiche attive e strumenti finanziari mirati per il reclutamento estero. La Germania nel 2015 ha investito il 18% dei fondi europei in R&D contro l’8% dell’Italia. La Polonia usa il 60% dei fondi UE per politiche regionali, il 38% per agricoltura e solo l’1% per la ricerca. Con un attivo netto di 10 miliardi di euro. Francia e Paesi Bassi sono tra i principali investitori in capitale umano estero in Italia.
Le imprese italiane hanno ancora troppa burocrazia. Manca una cultura del recruiting internazionale. Pochi strumenti strutturati per formazione e inserimento del personale straniero. Servono percorsi chiari. L’Avviso 4/2024 di Fondimpresa finanzia programmi di formazione civico-linguistica nei Paesi terzi. Preparano cittadini stranieri e rifugiati all’assunzione in Italia. Budget: 5 milioni di euro. Piani formativi fino a 500.000 euro. I bandi regionali e il PNRR sostengono percorsi IeFP e apprendistato. SIMEST e Ministero degli Esteri finanziano internazionalizzazione e reclutamento estero con il Fondo 394/81 e il Fondo di Venture Capital.
Investire nella professionalità estera è una strategia di crescita. Chi coglie questa opportunità diventa più competitivo, innovativo e resiliente. SIA Servizi, con Road To Italy®, trasforma tutto questo in percorsi concreti. Corsi di lingua italiana di base e avanzata. Bilanci di competenze. Collegamenti diretti con imprese che assumono. Perché il talento internazionale non basta cercarlo. Va formato. Va integrato. Va portato dentro il sistema produttivo italiano con serietà e visione.
Di Marcello Bidoli





