C’è una novità che potrebbe cambiare concretamente il rapporto tra formazione nei Paesi di origine e mercato del lavoro italiano. Dal 2026 anche i cittadini stranieri che hanno completato all’estero percorsi di formazione professionale e civico-linguistica previsti dall’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione possono essere iscritti al SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa. Il decreto interministeriale del 22 giugno ne ha definito le modalità. Dietro una sigla apparentemente burocratica c’è una trasformazione interessante: chi viene preparato prima di arrivare può entrare in un sistema nel quale competenze e curriculum diventano conoscibili e utilizzabili nell’incontro con il mercato del lavoro.
È un cambio di prospettiva. Per anni si è discusso soprattutto di quanti lavoratori stranieri far entrare. Il punto, invece, può diventare chi arriva e con quale preparazione. Lo stesso sistema italiano sta progressivamente riconoscendo un ruolo maggiore ai percorsi realizzati nei Paesi di origine: dal giugno 2026 il Portale Servizi consente anche la gestione telematica dei contratti di soggiorno per lavoratori formati all’estero che entrano attraverso l’articolo 23, una delle modalità di ingresso per lavoro al di fuori delle quote ordinarie. Formazione linguistica, competenze professionali e incontro preventivo con il datore di lavoro smettono così di essere tre momenti separati e possono diventare parti dello stesso percorso.
È difficile non vedere quanto questa direzione incontri la filosofia sviluppata da SIA Servizi attraverso Road To Italy®. Individuare il fabbisogno dell’impresa, selezionare nei Paesi di origine, insegnare l’italiano, costruire competenze tecniche e accompagnare la persona verso il lavoro significa anticipare l’integrazione invece di rincorrerla dopo l’arrivo. L’Italia ha bisogno di professionalità. Molti Paesi dispongono di persone che chiedono un’opportunità. Nel mezzo serve un percorso serio. Ed è probabilmente lì, molto più che nei numeri dei flussi, che si costruirà la migrazione professionale del futuro.





