Dall’Ecuador ai magazzini italiani: il Decreto Cutro apre la strada agli addetti alla logistica

Quindici lavoratori da formare in Ecuador come addetti al picking per il settore della logistica. Il programma approvato dal Ministero del Lavoro coinvolge anche una cooperativa italiana dell’Ortomercato e il Ministero degli Esteri e della Mobilità Umana dell’Ecuador. Un altro mestiere entra nella mappa dell’articolo 23: selezionare e preparare all’estero le competenze che serviranno al mercato italiano.

Il magazzino italiano comincia in Ecuador

Il programma “Formazione per operatori/trici della logistica e del magazzino” è stato approvato il 6 agosto 2026, dura dodici mesi e riguarda 15 destinatari in Ecuador. La professionalità individuata è quella dell’addetto al picking, figura centrale nella preparazione degli ordini e nella movimentazione delle merci. Proponente è CE.SVI.P. Lombardia, partner locale l’Instituto Superior Universitario Cotopaxi. Ma c’è un dettaglio che rende il progetto particolarmente interessante nella prospettiva Road To Italy: tra i soggetti aderenti compare CLO – Cooperativa Lavoratori Ortomercato, insieme alla Dirección de Migración Circular del Ministero degli Esteri e della Mobilità Umana dell’Ecuador. Il programma risulta in fase di avvio. Qui la traiettoria comincia a essere leggibile: formazione nel Paese d’origine, professionalità definita, interlocutore del mondo del lavoro italiano.

Dalla migrazione alla mobilità professionale

Il Decreto Cutro ha modificato l’articolo 23 proprio per rendere questa traiettoria strutturale. I programmi devono preparare professionalmente i partecipanti, ma anche fornire competenze linguistiche e civiche necessarie all’inserimento nel contesto sociale e lavorativo italiano. E una volta completato positivamente un programma approvato, il lavoratore può essere assunto in Italia attraverso un canale fuori dalle quote del Decreto Flussi. È una differenza enorme rispetto alla rappresentazione tradizionale dell’immigrazione economica. Non prima l’ingresso e poi la ricerca di un mestiere. Prima il mestiere, poi la frontiera.

Road To Italy, trovare la persona prima che manchi ancora

Per Road To Italy, il punto decisivo resta però ciò che accade ancora prima della formazione: deve esistere una domanda. Un’azienda italiana cerca addetti alla logistica, saldatori, tecnici, elettricisti o altre professionalità difficili da reperire; da quella necessità può partire un progetto capace di individuare persone nel Paese terzo, selezionarle, formarle e accompagnarle verso l’ingresso legale e l’assunzione. È il modello sul quale SIA Servizi ha già ottenuto l’approvazione ministeriale di propri programmi Road To Italy. L’Ecuador aggiunge oggi una tessera interessante: non una professione altamente specialistica, ma una figura indispensabile alla quotidianità della logistica. Perché il futuro dell’immigrazione professionale non si misurerà soltanto da quante persone riusciremo a far entrare. Ma da quante entreranno sapendo già quale lavoro le aspetta.