Cinquanta persone da selezionare e preparare in Colombia per lavorare come operatori aeroportuali in Italia. “Wings for a new future” porta alla seconda edizione un modello dedicato ai rifugiati che mette insieme formazione, imprese e ingresso legale. Il posto di lavoro non si cerca dopo aver attraversato la frontiera: comincia a prendere forma prima della partenza.
Un biglietto con una destinazione professionale
Il progetto si chiama “Wings for a new future – Labor Pathways for Refugees” ed è arrivato alla seconda edizione. Il programma rientra tra quelli approvati dal Ministero del Lavoro nell’ambito dei percorsi dedicati a rifugiati e apolidi e riguarda 50 persone in Colombia, preparate per professionalità legate alle attività aeroportuali. Il progetto mette insieme formazione e corridoi lavorativi dentro un sistema che ha già conosciuto una prima sperimentazione. La programmazione nazionale 2021-2027 del Portale Integrazione Migranti indica infatti espressamente le due edizioni colombiane di Wings tra i programmi approvati dal MLPS riservati a rifugiati e apolidi.
Non arrivare in Italia per cercare lavoro, arrivare perché c’è un lavoro
È probabilmente questa la parte più potente del modello. Il corridoio lavorativo rovescia la sequenza alla quale siamo abituati. La persona non attraversa prima una frontiera e soltanto successivamente prova a trasformare la propria presenza in occupazione. La professionalità viene costruita prima. Nel caso colombiano il settore è quello aeroportuale: formazione mirata, preparazione linguistica, selezione e collegamento con il sistema produttivo italiano. Il protocollo nazionale sui corridoi lavorativi per rifugiati, firmato nel 2025 da Ministero del Lavoro, Interno, MAECI, UNHCR e altri soggetti specializzati, punta proprio ad ampliare questo canale di ingresso e integrazione. Il confine, così, smette di essere il primo capitolo della storia. Diventa quasi l’ultimo.
Road To Italy, costruire ciò che deve accadere prima
È lo stesso punto nel quale si colloca Road To Italy di SIA Servizi: costruire prima dell’ingresso tutto ciò che può rendere l’ingresso stesso funzionale al lavoro. La direttrice rimane precisa: Paese terzo → selezione → formazione professionale e civico-linguistica → ingresso legale → assunzione in Italia. Con un presupposto che Road To Italy considera centrale: dall’altra parte deve esserci un’impresa italiana con un fabbisogno reale. I programmi ex articolo 23 già approvati con SIA Servizi come proponente applicano questa logica a saldatori, tecnici elettrici e professionalità dell’edilizia in differenti Paesi. Dalla Colombia arriva un’altra dimostrazione dello stesso principio. Un aeroporto è, per definizione, il luogo delle partenze e degli arrivi. Ma per questi lavoratori la parte più importante del viaggio può essere quella costruita molto prima del decollo. Perché sapere dove si sta andando conta. Sapere quale lavoro ti aspetta quando atterri conta ancora di più.





