Dieci tecnici ascensoristi da formare in Senegal attraverso un programma approvato dal Ministero del Lavoro. LIFT-IN mette insieme formazione tecnica e preparazione all’integrazione per costruire una professionalità prima dell’ingresso in Italia. Un altro mestiere entra nella mappa dell’articolo 23: piccolo nei numeri, enorme nel significato.
Non dieci lavoratori. Dieci ascensoristi
Il progetto si chiama LIFT-IN – Language & Integration for Technical work – INclusion. È stato approvato dal Ministero del Lavoro il 19 maggio 2026, dura dieci mesi e riguarda dieci destinatari in Senegal. Il settore è quello della meccanica, produzione, manutenzione e impiantistica. Ma soprattutto il profilo è definito con una precisione quasi chirurgica: tecnico ascensorista. Il soggetto proponente è FMTS Formazione; tra i partner figurano il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Salerno e un centro senegalese di formazione professionale. Il programma risulta attualmente in fase di avvio. Dieci può sembrare un numero piccolo. Ma l’articolo 23 comincia a raccontare qualcosa di grande proprio quando smettiamo di guardare il numero. Non dieci stranieri. Dieci persone preparate per fare un mestiere preciso.
Il Decreto Cutro cambia la domanda
Il sistema costruito intorno all’articolo 23 consente ai cittadini di Paesi terzi che completano i programmi approvati dal Ministero di arrivare per lavorare in Italia fuori dalle quote dei decreti flussi. Nel frattempo la macchina si sta completando: PIF trasferisce al SIISL gli elenchi dei cittadini formati, il soggetto proponente completa le informazioni e il sistema favorisce l’incontro tra quei profili professionali e la domanda di lavoro. È qui che cambia persino la domanda politica. Non soltanto: quanti lavoratori stranieri servono all’Italia? Ma: quanti ascensoristi, saldatori, elettricisti, muratori o manutentori stanno cercando oggi le nostre imprese? Quando la domanda diventa precisa, anche la migrazione può diventare professionale.
Road To Italy, dall’azienda italiana fino al Senegal
È esattamente il percorso sul quale lavora Road To Italy di SIA Servizi. Non scegliere prima un Paese e poi cercare un motivo per portare persone in Italia. Fare il contrario. Partire dall’azienda italiana che deve assumere, individuare la professionalità che manca e soltanto allora costruire nel Paese terzo selezione e formazione finalizzate all’ingresso legale e all’occupazione in Italia. SIA Servizi compare già nell’elenco ministeriale come proponente di programmi Road To Italy ex articolo 23 in Albania, Siria e Moldavia, tra gli altri. Il Senegal offre oggi un’altra immagine perfetta di questa trasformazione: dieci persone che imparano un mestiere tecnico a migliaia di chilometri di distanza da dove potranno esercitarlo. Un ascensore serve a collegare due piani. La sfida dell’articolo 23 è più ambiziosa: collegare due Paesi attraverso un lavoro reale. E fare in modo che, quando il lavoratore arriva in Italia, qualcuno stia già aspettando che le porte si aprano.





