Dal Kenya alle città italiane: il Decreto Cutro forma all’estero anche gli addetti ai servizi ambientali

Quindici lavoratori da selezionare e formare in Kenya come addetti alla raccolta dei rifiuti e alla pulizia delle aree pubbliche. Nel progetto approvato dal Ministero del Lavoro compare anche Veritas Spa, una delle grandi realtà italiane dei servizi ambientali. L’articolo 23 esce dalle fabbriche e dai cantieri e arriva nelle nostre città: la professionalità viene costruita in Africa, il lavoro guarda all’Italia.

Dal Kenya un mestiere che vediamo ogni mattina

Si chiama “Kenya: people, skills, work”. È stato approvato dal Ministero del Lavoro il 28 luglio 2026, dura otto mesi e coinvolge 15 destinatari. Il profilo è chiarissimo: addetto alla raccolta dei rifiuti e alla pulizia delle aree pubbliche. Proponente è Eurointerim Spa, partner Eurointerim Servizi e Saint Mark Catholic Parish Ol Moran. Tra i soggetti aderenti figurano Veritas Spa e Caritas Veneziana. Il programma risulta in fase di avvio. Pochi numeri, forse. Ma un’immagine molto potente. Perché il Decreto Cutro entra qui dentro un mestiere quotidiano, essenziale, visibile. E dimostra che la formazione nei Paesi terzi non riguarda soltanto ingegneri, saldatori o grandi specializzazioni industriali.

Non è una scorciatoia per entrare in Italia

Fuori quota non significa ingresso automatico. Ed è un punto che Road To Italy deve continuare a raccontare bene. La persona deve completare un programma approvato, mentre la formazione non è esclusivamente professionale: le linee guida prevedono lingua italiana, educazione civica, elementi sul lavoro e sui diritti dei lavoratori, salute e sicurezza. Dopo la formazione entra in gioco l’impresa: richiesta nominativa di nulla osta e procedura per l’ingresso per lavoro subordinato. Il contratto di soggiorno deve essere stipulato entro 15 giorni dall’ingresso e il lavoratore può svolgere attività lavorativa anche nelle more del rilascio del permesso di soggiorno. Non una porta spalancata. Una porta preparata.

Road To Italy, dall’impresa italiana fino all’Africa

Per Road To Italy di SIA Servizi è esattamente questo il punto: l’Africa non deve diventare un enorme catalogo dal quale prelevare genericamente manodopera. Il percorso deve nascere dal fabbisogno italiano. Un’impresa cerca determinate professionalità; quelle competenze vengono individuate nel Paese terzo; le persone vengono selezionate e formate; soltanto successivamente si costruisce il percorso legale verso l’Italia e l’assunzione. Paese terzo → selezione → formazione → ingresso → azienda italiana. Nel progetto keniano c’è persino qualcosa di simbolico. Parliamo di persone formate per prendersi cura degli spazi nei quali viviamo. Ma prima di chiedere loro di occuparsi delle nostre città, il nuovo modello prova a occuparsi del loro percorso. Dargli una competenza, una strada legale e soprattutto una destinazione professionale.