Dal Marocco alle macellerie italiane: 40 professionisti formati prima dell’ingresso

Quaranta addetti banconieri-macelleria da formare in Marocco attraverso un programma approvato dal Ministero del Lavoro. Synergie Italia guida il progetto insieme a una rete formativa che comprende anche la Società Dante Alighieri di Casablanca. L’articolo 23 entra nell’alimentare e racconta forse meglio di tanti numeri cosa sta cambiando: prima si individua il mestiere che manca in Italia, poi si prepara all’estero chi potrà svolgerlo.

Un mestiere antico dentro una nuova politica migratoria

Il programma ha un nome quasi didascalico: “Operatori professionalizzati di macelleria”. Paese: Marocco. Destinatari: 40. Durata: sei mesi. Profilo professionale: addetto banconiere-macelleria. Il progetto è stato approvato il 27 luglio 2026 e vede come proponente Synergie Italia Agenzia per il Lavoro, insieme a Synergie Academy, Seneca, A&I Solutions e Società Dante Alighieri di Casablanca. È proprio la semplicità del mestiere a rendere questa storia interessante. Per comprendere il Decreto Cutro non servono sempre grandi formule. A volte basta immaginare il bancone di una macelleria italiana e domandarsi chi ci lavorerà domani.

Prima il mestiere. Poi l’Italia

Il meccanismo dell’articolo 23 prova a rispondere a quella domanda spostandosi migliaia di chilometri indietro. I programmi vengono valutati anche sulla base della loro coerenza con la domanda di lavoro e devono integrare preparazione professionale, lingua italiana, educazione civica, diritti e sicurezza sul lavoro. Una volta completato positivamente il percorso, il lavoratore formato può accedere al canale per l’ingresso lavorativo fuori dalle quote. E dal 2026 c’è un altro tassello: PIF e SIISL dialogano affinché i profili di chi ha completato questi programmi possano entrare nel sistema italiano di incontro tra domanda e offerta. In altre parole, prima ancora della persona può arrivare la sua professionalità.

Road To Italy, cercare all’estero ciò che serve davvero qui

È questa la bussola di Road To Italy. Non decidere che servono “stranieri”. Decidere che servono macellai, elettricisti, saldatori, muratori, tecnici o altre figure che un’azienda italiana fatica a reperire. E soltanto allora guardare oltre confine. Road To Italy di SIA Servizi parte dall’impresa, costruisce il progetto intorno al suo fabbisogno e lavora sulla possibilità di selezionare e formare nel Paese terzo le persone necessarie, dentro l’architettura prevista dall’articolo 23. Il Marocco racconta perfettamente questa inversione di prospettiva. Il protagonista non è il migrante generico. Non è neppure il numero 40. È il mestiere. Perché quando sappiamo prima cosa una persona verrà a fare, chi ha bisogno di quella competenza e attraverso quale strada potrà arrivare legalmente, la migrazione smette di essere soltanto movimento. Diventa progetto.