Abidjan corre verso il futuro, ma basta lasciarsela alle spalle per entrare in un’altra Costa d’Avorio. Foreste tropicali, ponti di liane sospesi sui fiumi, villaggi, artigiani, tessitori e comunità nelle quali maschere e danze continuano ad avere un significato che va molto oltre lo spettacolo. Africa Rivista ha recentemente dedicato un viaggio proprio a questo volto meno conosciuto del Paese, costruendo un itinerario da Abidjan a Yamoussoukro fino alle regioni dei Dan e dei Senoufo. Tra uomini pantera, maschere sui trampoli, società iniziatiche e foreste sacre emerge un patrimonio culturale che può diventare una delle grandi risorse turistiche della Costa d’Avorio. Non l’Africa costruita per il visitatore, ma quella che continua a vivere anche quando il visitatore se ne va.
È qui che il turismo può cambiare pelle. Non bastano hotel e spiagge: servono guide preparate, operatori dell’ospitalità, cuochi, autisti, professionisti della manutenzione, persone che conoscano le lingue e soprattutto giovani capaci di raccontare il proprio territorio senza trasformarlo in folklore. La Costa d’Avorio possiede una varietà culturale e paesaggistica straordinaria e Abidjan può funzionare da porta d’ingresso verso un Paese molto più complesso. Trasformare questa ricchezza in economia significa creare lavoro preservando ciò che rende quei luoghi differenti. È un equilibrio delicato: portare il mondo nei villaggi senza costringere i villaggi a diventare qualcosa di diverso per piacere al mondo.
Anche qui formazione e mobilità professionale possono trovare un punto d’incontro. SIA Servizi, attraverso Road To Italy®, lavora per costruire competenze linguistiche e professionali prima dell’inserimento nel mercato del lavoro italiano. Ma l’esperienza acquisita nell’hospitality, nella ristorazione, nei servizi e nell’organizzazione turistica può avere un valore che attraversa il Mediterraneo in entrambe le direzioni. Un giovane ivoriano formato e cresciuto professionalmente in Italia non perde ciò che appartiene alla propria terra: può acquisire strumenti nuovi per valorizzarlo. Perché qualche volta il futuro non consiste nell’andare via dal luogo da cui si proviene. Consiste nell’imparare a far venire il mondo a conoscerlo.





