Per anni il viaggio è stato raccontato quasi sempre in una sola direzione: dall’Africa verso l’Europa. Medici, ingegneri, tecnici, ricercatori e giovani laureati partivano alla ricerca di opportunità difficili da trovare nei propri Paesi. Oggi qualcosa comincia a cambiare. La crescita di nuovi poli economici africani, l’espansione delle multinazionali, gli investimenti nelle infrastrutture e la nascita di ecosistemi tecnologici stanno rendendo più interessante un fenomeno opposto: il ritorno delle competenze. Non necessariamente definitivo. Si studia all’estero, si lavora, si acquisiscono metodi e specializzazioni e poi quella conoscenza può tornare a circolare nel continente. È una risposta possibile anche al brain drain, la perdita di capitale umano qualificato che da decenni rappresenta uno dei grandi problemi dello sviluppo africano.
La questione è importante perché la mobilità professionale può essere letta in due modi completamente differenti. Se un territorio perde definitivamente le persone che ha formato, si impoverisce. Se invece l’esperienza internazionale diventa conoscenza, relazioni professionali, investimenti o competenze che un giorno ritornano, il viaggio produce valore da entrambe le parti. Anche l’Europa sta ragionando sempre più sulla cooperazione con i Paesi terzi e su modelli che uniscano fabbisogni professionali, formazione prima della partenza e percorsi regolari. La programmazione europea richiama proprio l’importanza delle Talent Partnerships e della preparazione tecnica, linguistica e culturale dei candidati.
È una prospettiva nella quale Road To Italy®, progetto di SIA Servizi, può trovare una delle sue evoluzioni più interessanti. Formare nei Paesi di origine, accompagnare verso un’esperienza professionale italiana e mantenere vivo il rapporto con il territorio di partenza significa immaginare la mobilità come circolare, non come sottrazione. L’Italia ha bisogno di competenze. L’Africa ha bisogno che il proprio capitale umano cresca. Le due necessità non sono incompatibili. La sfida più intelligente è riuscire a farle incontrare.





