Il 27 ottobre a Milano l’assemblea dei Giovani Imprenditori. Al centro le trasformazioni industriali, l’attrazione dei talenti e la formazione. Una sfida che riguarda anche la capacità delle imprese italiane di costruire nuovi percorsi di qualificazione professionale.
C’è una domanda che attraversa il sistema produttivo italiano, dalle grandi fabbriche alle imprese più piccole, dai laboratori della chimica agli stabilimenti della meccanica: dove troveremo le competenze necessarie per affrontare le trasformazioni dei prossimi anni?
Non è soltanto una questione di innovazione tecnologica. È una questione di persone. Di professionalità da costruire, di conoscenze da aggiornare, di lavoratori da attrarre e trattenere. Perché le imprese possono investire in nuovi impianti, digitalizzare i processi, immaginare prodotti più competitivi. Ma senza il capitale umano necessario, anche il progetto industriale più ambizioso rischia di rallentare.
È attorno a questa riflessione che il Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda ha organizzato per martedì 27 ottobre 2026, dalle 10.30 alle 12.30, l’assemblea pubblica The Next Move: strategie, persone e competenze per affrontare il cambiamento, ospitata nell’Auditorium Giorgio Squinzi di via Pantano 9, a Milano.
Un appuntamento che mette insieme rappresentanti dell’industria, manager e mondo associativo per affrontare una delle questioni decisive della competitività italiana: la capacità di anticipare i fabbisogni professionali anziché limitarsi a inseguirli.
MAPEI e NextChem: le persone al centro della trasformazione industriale
Uno dei momenti centrali dell’assemblea sarà dedicato all’attrazione, allo sviluppo e alla fidelizzazione dei talenti.
A confrontarsi saranno Veronica Squinzi, amministratrice delegata e direttrice dello sviluppo globale del Gruppo MAPEI, e Massimo Di Amato, Senior Vice President Circular Solutions di NextChem, società del Gruppo MAIRE.
Due realtà industriali differenti, ma accomunate dalla necessità di coniugare evoluzione tecnologica, competitività internazionale e valorizzazione delle competenze.
MAPEI rappresenta una delle principali espressioni dell’industria italiana dei materiali per l’edilizia. NextChem opera invece nel campo delle tecnologie per la transizione energetica e la trasformazione dei processi industriali.
Settori nei quali il progresso tecnologico modifica continuamente il contenuto delle professioni e richiede alle imprese di investire nella qualificazione delle persone.
Il programma prevede anche approfondimenti sull’upskilling e sul reskilling, due dimensioni fondamentali per accompagnare i lavoratori nell’evoluzione dei processi produttivi.
Ad aprire i lavori sarà Federico Chiarini, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda. Sono previsti inoltre gli interventi di Stefano Rossi, presidente del Comitato Regionale Giovani Imprenditori Confindustria Lombardia, e Antonio Villafranca, vicepresidente per la ricerca dell’ISPI.
Le conclusioni saranno affidate a Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, e ad Alvise Biffi, presidente di Assolombarda.
Il nodo delle competenze e il mercato del lavoro che cambia
La questione non riguarda esclusivamente le professionalità più avanzate.
Accanto agli ingegneri, ai progettisti e agli specialisti dell’innovazione, il sistema industriale ha bisogno di personale tecnico capace di lavorare negli stabilimenti, installare e mantenere impianti, gestire macchinari e accompagnare l’evoluzione dei processi produttivi.
La difficoltà di reperimento di determinate figure professionali, rilevata periodicamente dal sistema informativo Excelsior, impone una riflessione sulla capacità di programmare la formazione in relazione alle esigenze effettive delle aziende.
Formare quando la necessità è già diventata urgente può non essere sufficiente. Occorre costruire competenze prima che il fabbisogno si trasformi in un ostacolo alla produzione.
È in questo scenario che anche la cooperazione internazionale può rappresentare una delle risposte possibili, accanto alla valorizzazione dei lavoratori già presenti in Italia, all’istruzione tecnica e alla formazione continua.
Dalla Lombardia ai Paesi terzi: la formazione può precedere l’ingresso in Italia
Il quadro normativo italiano contempla, attraverso l’articolo 23 del Decreto Legislativo 286/1998, la possibilità di realizzare programmi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi di origine, secondo le condizioni e le procedure previste dalla normativa applicabile.
Un modello che, quando costruito attorno a fabbisogni reali delle imprese e a percorsi formativi riconosciuti secondo le procedure previste, può collegare la selezione dei candidati all’estero, la preparazione professionale e il successivo ingresso legale in Italia per motivi di lavoro.
Non si tratta di una soluzione automatica, né di un’alternativa alla qualificazione della forza lavoro nazionale. È uno strumento complementare che richiede programmazione, interlocutori affidabili e un collegamento concreto con le aziende disponibili ad assumere.
L’assemblea di Assolombarda non è presentata come un’iniziativa dedicata all’articolo 23, né annuncia specifici programmi di reclutamento internazionale. Il collegamento riguarda piuttosto una questione strategica più ampia: la necessità di sviluppare competenze coerenti con il futuro dell’industria.
Perché la sfida non è soltanto trovare lavoratori. È prepararli alle trasformazioni che le imprese stanno già vivendo.
E forse il prossimo passo della manifattura italiana comincia proprio da qui: comprendere quali professionalità serviranno domani e iniziare a costruirle oggi.





