Torino ha ottenuto un’importante sovvenzione dal Global Cities Fund per promuovere l’inclusione economica dei migranti, confermando l’impegno della città verso una migrazione gestita e propositiva. Il fondo globale, che ha già stanziato 28 milioni di dollari e ha sostenuto progetti in 26 città nel mondo, finanzia iniziative urbane che favoriscono percorsi lavorativi, servizi sociali e integrazione locale.
L’obiettivo per Torino è sviluppare azioni concrete: formazione per competenze richieste nel territorio, supporto all’avvio d’impresa, mentoring, reti con aziende locali e incentivi all’assunzione di persone migranti. In questo modo la città cerca di trasformare il fenomeno migratorio in una risorsa per l’economia locale, non solo in una sfida sociale.
Il contesto nazionale rafforza questa prospettiva. Nel XV Rapporto “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia”, il Ministero del Lavoro segnala che gli occupati stranieri superano i 2,5 milioni, pari al 10,5 % del totale degli occupati. Nonostante il dato positivo, permangono criticità: il tasso di occupazione per gli stranieri extra-UE si attesta intorno al 57,6 %, e il divario di genere penalizza fortemente le donne migranti.
Un capitolo da tenere d’occhio è quello delle professioni richieste. Le aziende cercano figure tecniche, operai specializzati, personale per la logistica, servizi alla persona, e ruoli legati alla digitalizzazione. In molte realtà territoriali, il mismatch tra domanda e offerta nasce da lacune nella preparazione linguistica e tecnica.
Ecco che diventa cruciale offrire percorsi formativi strutturati, non corsi occasionali. Serve chi insegna l’italiano per la vita quotidiana, chi insegna le competenze del mestiere (manutenzione, logistica, cura, digitale), chi aiuta con bilanci di competenze per valorizzare esperienze pregresse. E serve un raccordo diretto con le aziende che assumono, affinché chi si forma non resti isolato.
È proprio in questo spazio che la missione di SIA Servizi e Road To Italy® trova senso vitale: creare ponti reali tra formazione e lavoro, offrire percorsi linguistici, tecnici e civico-professionali, valorizzare i talenti che arrivano e collegarli con imprese locali, affinché l’inclusione non sia solo un’idea, ma una pratica concreta capace di generare benessere diffuso nel territorio.





