Due circolari in tre giorni e un protocollo con il Ministero del Lavoro. Federalberghi interviene sulle procedure per l’ingresso dei lavoratori non comunitari mentre si prepara la programmazione 2027. Ma la sfida resta quella di sempre: trovare le competenze necessarie prima che la carenza di personale rallenti il turismo italiano.
Il turismo cerca lavoratori. Federalberghi passa alle procedure
Gli alberghi si riempiono, il turismo continua a rappresentare uno dei grandi motori dell’economia italiana, ma dietro il banco di una reception, nelle cucine, nelle sale e nei servizi di manutenzione si combatte una partita sempre più complicata: trovare le persone necessarie per garantire continuità alla filiera dell’ospitalità. Una difficoltà che non riguarda più soltanto il picco delle presenze estive, ma che in diversi territori assume caratteristiche strutturali. Ed è proprio su questo terreno che arriva un passaggio significativo da Federalberghi, la federazione nazionale delle imprese alberghiere, che con due circolari pubblicate il 5 e il 7 ottobre 2026 porta al centro dell’attenzione le procedure per l’ingresso in Italia dei lavoratori provenienti dai Paesi terzi. Non soltanto un richiamo alla necessità di trovare personale, dunque, ma indicazioni operative rivolte alle imprese e alle associazioni che le rappresentano.
Il protocollo con il Ministero: procedure più semplici, ma controlli rigorosi
Il primo passaggio è contenuto nella circolare n. 257 del 5 ottobre, dedicata al protocollo d’intesa sottoscritto anche da Federalberghi con il Ministero del Lavoro. L’accordo prevede una semplificazione degli adempimenti per i datori di lavoro che presentano le richieste di nulla osta attraverso le associazioni albergatori aderenti alla federazione. Una possibilità che valorizza il ruolo delle organizzazioni territoriali nel rapporto tra imprese e procedure amministrative. Ma attenzione: semplificare non significa eliminare i controlli. La comunicazione ministeriale richiama infatti la necessità di verificare la congruità delle richieste, prevedendo conseguenze rilevanti in caso di mancato rispetto degli obblighi, fino all’esclusione dal protocollo e all’annullamento delle domande. Il principio è chiaro: agevolare le procedure senza rinunciare alla verifica della reale consistenza delle richieste occupazionali.
Flussi 2027, oltre 165 mila ingressi programmati
Il secondo aggiornamento arriva il 7 ottobre, con la circolare n. 258 dedicata alla precompilazione e all’invio delle domande per il 2027. Il quadro nazionale prevede complessivamente 165.850 ingressi autorizzabili, ripartiti tra 76.200 per lavoro subordinato non stagionale, 89.000 per lavoro stagionale nei settori agricolo e turistico e 650 per lavoro autonomo. Numeri che non rappresentano assunzioni già effettuate, ma il perimetro della programmazione degli ingressi. Per il comparto alberghiero il tema assume un peso particolare: la ricerca di personale non può più ridursi alla corsa contro il tempo che precede l’apertura della stagione. Servono programmazione, individuazione delle professionalità e capacità di collegare le esigenze delle imprese agli strumenti effettivamente disponibili.
Dai decreti flussi alla formazione nei Paesi terzi: due strade da distinguere
Ed è qui che il tema incrocia direttamente uno degli ambiti di osservazione di Road To Italy® e SIA Servizi. Il protocollo Federalberghi riguarda le procedure di ingresso nell’ambito della programmazione dei flussi e non costituisce automaticamente un percorso ai sensi dell’articolo 23 del Testo Unico sull’Immigrazione. Quest’ultimo prevede, nel rispetto delle condizioni normative, percorsi di formazione professionale e civico-linguistica nei Paesi d’origine che possono consentire ingressi per lavoro al di fuori delle quote ordinarie. Due strumenti differenti, accomunati però dalla necessità di partire da una domanda occupazionale concreta.
E proprio il ruolo delle associazioni territoriali potrebbe diventare determinante. Un albergo cerca due receptionist, un altro tre addetti ai piani, un terzo personale di cucina o manutentori. Richieste singolarmente limitate che, una volta raccolte e organizzate, possono delineare un fabbisogno territoriale sul quale costruire percorsi condivisi di selezione e formazione.
Federalberghi dispone già di una rete associativa capace di dialogare con le imprese. Le nuove indicazioni ministeriali ne evidenziano il ruolo nelle procedure di ingresso. La sfida ulteriore, tutta da sviluppare, è capire se quella stessa capacità di rappresentanza possa contribuire anche a programmare le competenze necessarie nei prossimi anni.
Perché il problema del turismo italiano non è soltanto far arrivare lavoratori. È sapere prima quali professionalità servono, prepararle e creare le condizioni perché possano diventare una risorsa stabile per le imprese.





