Italia ed Etiopia: firmato il nuovo Memorandum su migrazione e mobilità

Roma e Addis Abeba tornano a parlarsi con una prospettiva comune: trasformare la migrazione da emergenza a opportunità condivisa. Il Memorandum d’Intesa firmato tra Italia ed Etiopia sulla cooperazione in materia di migrazione e mobilità segna una tappa fondamentale di una nuova diplomazia del lavoro. L’accordo, sottoscritto alla Farnesina dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal vice primo ministro etiope Temesgen Tiruneh, apre la strada a canali di ingresso regolari, programmi di formazione congiunti e strategie di contrasto alla tratta e all’immigrazione irregolare.

Il testo, come riportato dal portale del Ministero dell’Interno e da IntegrazioneMigranti.gov.it, punta a un approccio integrato: politiche migratorie coordinate, tutela dei diritti, sviluppo sostenibile e valorizzazione del capitale umano. L’Etiopia, con la sua crescita economica in corso e una popolazione giovane, diventa partner strategico per un’Italia che ha bisogno di manodopera qualificata e di relazioni stabili sul fronte africano.

L’obiettivo è duplice: da un lato, creare percorsi di migrazione regolare e temporanea per lavoratori formati nei settori chiave (agricoltura, edilizia, logistica, assistenza alla persona); dall’altro, rafforzare la cooperazione sul rimpatrio volontario assistito e sulla protezione dei rifugiati nel Corno d’Africa. Secondo i dati IOM e UNHCR, oltre tre milioni di etiopi vivono all’estero e molti cercano canali sicuri per lavorare in Europa: un fenomeno che, se gestito, può generare benefici economici per entrambe le parti.

La firma di questo Memorandum si inserisce nel quadro del Migration Compact europeo e nella strategia italiana di partenariato con i Paesi africani, già avviata con Tunisia, Albania, Mauritania e Costa d’Avorio. Il principio resta lo stesso: formazione, occupazione e mobilità legale. Non barriere, ma percorsi. Non slogan, ma strumenti concreti per ridurre i flussi irregolari e costruire competenze spendibili.

Dietro la diplomazia, però, ci sono le persone. Giovani uomini e donne che aspirano a un futuro dignitoso e che, se adeguatamente formati, possono diventare parte integrante del tessuto produttivo italiano. È qui che il lavoro di realtà come SIA Servizi e Road To Italy® assume un significato concreto: corsi di lingua italiana di base e di secondo livello, orientamento professionale, alfabetizzazione digitale e percorsi di inserimento lavorativo costruiti in collaborazione con imprese e istituzioni.

Una sinergia che interpreta in chiave operativa lo spirito stesso del Memorandum: la migrazione come ponte di competenze, non come ostacolo.
Un’Italia che forma, accoglie e lavora insieme è un Paese che cresce. E oggi, più che mai, costruire competenze è costruire futuro.

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