Costa d’Avorio | Il mare non è solo turismo: la nuova economia blu può cambiare il futuro del Paese

Per troppo tempo il mare africano è stato osservato quasi esclusivamente dalla spiaggia. In Costa d’Avorio, invece, sta diventando sempre più evidente il suo valore economico. Pesca, acquacoltura, trasporto marittimo, attività portuali, tutela delle coste e trasformazione del pescato compongono quella che viene definita economia blu. Un patrimonio enorme per un Paese affacciato sul Golfo di Guinea e che dispone, con Abidjan e San Pedro, di infrastrutture portuali decisive per gli scambi dell’intera regione. La sfida è trasformare questa posizione geografica in sviluppo, evitando che lo sfruttamento delle risorse marine comprometta proprio quella ricchezza dalla quale dipendono migliaia di famiglie.

C’è soprattutto un settore che racconta bene questa contraddizione: la pesca. La domanda alimentare aumenta insieme alla popolazione, mentre sostenibilità degli stock ittici, modernizzazione della filiera e conservazione del prodotto impongono un salto di qualità. Acquacoltura, catena del freddo, manutenzione delle imbarcazioni, trasformazione alimentare e logistica possono creare nuovi posti di lavoro e ridurre la dipendenza dalle importazioni. Ma occorrono tecnici. Servono competenze sulla refrigerazione, sulla meccanica, sugli impianti, sulla sicurezza e sul controllo della qualità. Il mare offre l’opportunità. La differenza, ancora una volta, la fanno le persone capaci di trasformarla in un’economia.

È qui che il percorso incontra naturalmente la filosofia di SIA Servizi e Road To Italy®. La formazione professionale non serve soltanto a occupare un posto vacante, ma a costruire competenze capaci di muoversi tra mercati diversi. Lingua, specializzazione e contatto con le imprese possono trasformare un’esperienza professionale in Italia in un patrimonio utilizzabile anche domani nel Paese di origine. La mobilità migliore è quella che non impoverisce un territorio del suo talento, ma gli restituisce persone più preparate. E il futuro della Costa d’Avorio potrebbe passare anche dal suo mare.