La morte improvvisa di DJ Arafat, avvenuta nel 2019, sembrava poter segnare la fine di un fenomeno culturale capace per oltre quindici anni di accompagnare la crescita di un’intera generazione ivoriana. Invece il coupé-décalé è sopravvissuto al suo artista più rappresentativo ed è tornato a occupare un ruolo centrale nella vita sociale e culturale della Costa d’Avorio. Nato nei primi anni Duemila tra le comunità ivoriane di Parigi e successivamente esportato ad Abidjan, questo genere musicale è diventato molto più di una semplice espressione artistica. Oggi rappresenta un vero marchio identitario nazionale, capace di mescolare ritmi africani, influenze occidentali, moda, danza e spettacolo. Nelle discoteche di Treichville, nei locali di Cocody e durante le grandi manifestazioni popolari, il coupé-décalé continua a dominare la scena. I video musicali raccolgono milioni di visualizzazioni su YouTube, TikTok e Facebook, mentre decine di giovani artisti cercano di ripercorrere il cammino tracciato da figure simboliche come Debordo Leekunfa, Serge Beynaud o Ariel Sheney. Non si tratta soltanto di intrattenimento. Attorno a questa musica ruota un sistema economico che coinvolge tecnici audio, videomaker, ballerini, stilisti, grafici, organizzatori di eventi e professionisti della comunicazione.
Secondo numerosi osservatori africani, l’industria musicale rappresenta oggi uno dei comparti con le maggiori potenzialità di sviluppo nel continente. La progressiva diffusione delle piattaforme digitali ha permesso agli artisti ivoriani di raggiungere pubblici molto più ampi rispetto al passato, favorendo collaborazioni internazionali e nuove fonti di guadagno. A beneficiarne è soprattutto una generazione di giovani che vede nella musica non soltanto una passione, ma una concreta opportunità di lavoro. In un Paese in cui oltre il 70% della popolazione ha meno di 35 anni, la capacità di trasformare il talento creativo in una professione stabile assume un valore strategico. Anche la moda ha trovato nel coupé-décalé un importante alleato. Abiti sgargianti, accessori ricercati e nuove tendenze vengono spesso lanciate proprio attraverso i videoclip più seguiti, contribuendo a rafforzare l’immagine di una Costa d’Avorio moderna, urbana e dinamica. Un’Africa che prova a raccontarsi attraverso i propri codici culturali e non più soltanto attraverso gli occhi di osservatori esterni.
La creatività, però, necessita di strumenti adeguati per poter diventare realmente sostenibile nel tempo. Servono competenze linguistiche, conoscenze digitali, capacità organizzative e percorsi formativi capaci di accompagnare le persone verso una professionalizzazione sempre più richiesta dal mercato. È una riflessione che supera il mondo della musica e riguarda ogni settore produttivo. La possibilità di trasformare un’attitudine naturale in un mestiere passa inevitabilmente attraverso la formazione. Una filosofia che richiama indirettamente il lavoro sviluppato da SIA Servizi e Road To Italy®, realtà che negli anni hanno scelto di investire sulle persone, sulla qualificazione professionale e sulla costruzione di percorsi concreti di inserimento lavorativo, nella convinzione che il vero capitale di ogni Paese restino le competenze e la capacità di metterle a sistema.





