Abidjan corre. E qualche volta rimane imbottigliata proprio perché corre troppo. La crescita demografica ed economica della capitale ivoriana ha moltiplicato negli anni automobili, spostamenti e pressione sulla rete stradale. Per questo la mobilità sta diventando una delle grandi partite infrastrutturali della Costa d’Avorio. Metropolitana, nuovi collegamenti, potenziamento del trasporto collettivo e progressiva attenzione verso mezzi a minore impatto ambientale disegnano una città che prova a non farsi travolgere dal proprio successo. Il trasporto urbano non è più soltanto una questione di traffico. Significa produttività, qualità dell’aria e ore di vita che milioni di persone possono guadagnare o perdere ogni giorno.
La trasformazione apre però un secondo cantiere, meno visibile. Autobus moderni, sistemi elettrificati, infrastrutture ferroviarie e gestione digitale della mobilità richiedono manutentori, meccanici, elettricisti, tecnici elettronici e operatori specializzati. È la stessa dinamica che accompagna tante grandi opere africane: acquistare una tecnologia è relativamente semplice; creare una filiera di persone capaci di mantenerla efficiente per vent’anni è molto più difficile. Ed è proprio lì che un investimento smette di essere una fotografia da inaugurazione e diventa sviluppo. Abidjan non avrà bisogno soltanto di nuovi mezzi. Avrà bisogno di nuovi mestieri.
Il collegamento con l’Italia, allora, può andare oltre il semplice investimento industriale. Meccanica, impiantistica, elettrico e manutenzione sono settori nei quali il nostro Paese possiede competenze importanti e, paradossalmente, incontra anche difficoltà nel trovare personale. È lo spazio nel quale Road To Italy®, progetto di SIA Servizi, costruisce percorsi partendo dalla formazione: italiano, preparazione professionale e contatto con le aziende. Una competenza ivoriana può crescere in Italia e continuare domani a essere preziosa per la Costa d’Avorio. Le infrastrutture collegano luoghi. La formazione, quando funziona, collega i loro futuri.





