Auto elettriche, l’Italia cerca i meccanici del futuro: il Decreto Cutro può formarli all’estero

L’automobile cambia, le officine devono adeguarsi e la formazione professionale fatica a tenere il passo. Confartigianato rilancia dal Ministero dell’Istruzione il problema delle competenze necessarie per intervenire sui veicoli elettrici e ibridi. Una trasformazione che apre un’opportunità anche per l’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione: formare nei Paesi terzi figure tecniche individuate sulla base delle reali necessità delle imprese italiane.

L’automobile cambia motore. Il meccanico deve cambiare mestiere

Una volta bastavano un ponte sollevatore, una buona conoscenza del motore e anni di esperienza per affrontare gran parte dei problemi di un’automobile. Oggi non è più così. Batterie ad alta tensione, sistemi elettronici, diagnostica digitale e componenti elettrificati stanno trasformando profondamente il lavoro nelle officine. Il tema è arrivato direttamente al Ministero dell’Istruzione e del Merito, dove, in occasione del convegno dedicato ai sei anni della Rete E-Mobility, istituzioni, scuole, ITS Academy e imprese si sono confrontati sul rapporto tra formazione e mobilità sostenibile. Confartigianato Autoriparazione, attraverso il vicepresidente dei Meccatronici Gommisti Maurizio Mapelli, ha richiamato la necessità di preparare tecnici capaci di intervenire sui nuovi veicoli e di ridurre gli ostacoli burocratici per le piccole imprese. Non significa che il meccanico tradizionale sia destinato a scomparire. Significa che il mestiere si sta allargando, incorporando competenze che fino a pochi anni fa appartenevano ad altre professioni. E quando un mestiere cambia rapidamente, trovare persone già preparate diventa una sfida ulteriore.

Decreto Cutro, la nuova officina può cominciare da una scuola all’estero

Il problema apre una prospettiva interessante anche per il Decreto Cutro, attraverso l’articolo 23 del Testo Unico Immigrazione. Il punto di partenza, però, deve essere sempre l’impresa italiana. Un gruppo di officine, una rete di autoriparatori o un’azienda specializzata nella manutenzione di flotte potrebbe individuare un fabbisogno concreto di tecnici meccatronici, elettrauto e manutentori con competenze sui veicoli ibridi. Da quella necessità può nascere un programma di formazione professionale e civico-linguistica in un Paese terzo, sottoposto all’approvazione del Ministero del Lavoro. Selezione dei candidati, formazione tecnica coerente con le mansioni, italiano, sicurezza e preparazione civica diventano passaggi di un unico percorso. Chi completa positivamente un programma approvato può accedere allo specifico canale per l’ingresso lavorativo fuori dalle quote ordinarie, sulla base della richiesta di un datore di lavoro e delle procedure previste. Prima il fabbisogno italiano, poi il Paese terzo, la selezione e la formazione. Infine l’ingresso legale e l’assunzione. Nessun automatismo, ma la possibilità di preparare in anticipo competenze professionali che il mercato richiede.

Road To Italy, quando il futuro entra in officina

Per Road To Italy di SIA Servizi, la transizione dell’autoriparazione rappresenta una filiera professionale da osservare con attenzione. Non soltanto grandi industrie automobilistiche, ma officine indipendenti, imprese di manutenzione, società di gestione delle flotte e aziende che operano nei trasporti. Realtà spesso troppo piccole per costruire autonomamente un progetto internazionale, ma che potrebbero condividere fabbisogni omogenei e contribuire a definire percorsi formativi mirati. È questa la differenza tra cercare genericamente personale e costruire una professionalità: sapere in anticipo quale macchina dovrà essere riparata, quali strumenti saranno utilizzati e quali competenze serviranno. L’automobile del futuro è già sulle nostre strade. Il rischio è che la tecnologia arrivi prima delle persone capaci di metterci le mani. E allora la formazione deve cominciare prima. Anche oltre i confini italiani.