Costa d’Avorio | Il freddo può valere oro: la sfida invisibile che decide il futuro del cibo

Produrre non basta. Bisogna riuscire a conservare. È una delle sfide meno raccontate della crescita africana e in Costa d’Avorio assume un peso particolare. Pesce, carne, frutta, verdura e prodotti trasformati devono attraversare chilometri prima di arrivare nei mercati, nei supermercati o nei ristoranti di Abidjan. Quando la catena del freddo si interrompe, una parte di quel valore scompare. Il prodotto si deteriora, aumenta lo spreco e diminuisce il reddito di chi lo ha coltivato, pescato o trasformato. Per un Paese che vuole sviluppare l’agroindustria e aumentare il valore aggiunto della propria produzione, celle frigorifere, trasporto refrigerato e sistemi efficienti di conservazione diventano infrastrutture economiche quasi quanto una strada o un porto.

Dietro una temperatura mantenuta costante esiste però un mondo di professionalità. Frigoristi, elettricisti, manutentori, tecnici degli impianti, operatori logistici e addetti al controllo della qualità. È un settore nel quale tecnologia e mestiere si incontrano e nel quale un guasto apparentemente banale può compromettere un intero carico. Lo sviluppo della catena del freddo può inoltre aprire spazi importanti per le piccole imprese locali: conservare più a lungo significa vendere meglio, raggiungere mercati più lontani e rendere competitivi prodotti che altrimenti rimarrebbero confinati a pochi chilometri dal luogo di produzione. La modernizzazione dell’agricoltura passa anche da ciò che accade dopo il raccolto.

Ed è proprio quando nasce una nuova filiera che la formazione diventa decisiva. Road To Italy®, progetto di SIA Servizi, lavora su questo principio: individuare le competenze richieste dal mercato, costruire percorsi linguistici e tecnico-professionali e accompagnare le persone verso il lavoro. L’esperienza maturata in Italia può diventare anche conoscenza da mettere in circolo. Perché un ponte tra Italia e Costa d’Avorio ha davvero valore quando non trasporta soltanto persone, ma competenze capaci di produrre sviluppo da entrambe le parti.