L’Italia è in affanno quando si parla di istruzione e competenze. Il quadro è impietoso: siamo ottavi in Europa per dispersione scolastica, con il 9,8% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni che abbandona la scuola prima del diploma. Sono 408mila, un esercito silenzioso che rinuncia al futuro (Fonte:IlSole24Ore). Di questi, il 27,4% sono giovani extra-Ue, a testimonianza di una difficoltà doppia, quella dell’integrazione e della povertà educativa. E ancora: con appena il 31,6% di laureati, siamo terzultimi in Europa, lontanissimi dall’Irlanda che svetta al 65,2% e dalla Francia al 53,4%. Nel frattempo ogni anno perdiamo 37mila laureati che emigrano all’estero, un’emorragia di cervelli che costa al Paese 5,1 miliardi di euro. E mentre le imprese italiane cercano manodopera qualificata, l’Italia ha 1,4 milioni di Neet, ragazzi che non studiano e non lavorano, con un tasso del 15,2% che ci colloca al secondo posto peggiore in Europa. È qui che la missione di SIA Servizi diventa cruciale: corsi di lingua italiana di base per chi arriva da fuori, corsi di secondo livello per chi vuole crescere, percorsi formativi che portano dritti al contatto con le aziende e con il lavoro vero. Un’Italia che ha bisogno di competenze non può più permettersi di ignorare il legame tra istruzione e occupazione, tra formazione e crescita economica, tra corsi e futuro. SIA Servizi lo ha capito da anni: studiare, formarsi, imparare non è più un optional, è la condizione necessaria per restare agganciati al mondo del lavoro e per dare un domani a un Paese che rischia di scivolare indietro. Perché senza competenze, senza lingue, senza aggiornamento continuo, le opportunità passano, i giovani se ne vanno e l’Italia resta ferma a guardare.





