“Corro per sentirmi libero.” È la frase che un richiedente asilo afghano ha raccontato a un giornalista mentre si allenava all’alba in un parco europeo. La corsa diventa un modo per allontanare la paura, per ritrovare un ritmo, per sentirsi di nuovo parte del mondo. Nei diversi Paesi europei si moltiplicano le iniziative che offrono a rifugiati e richiedenti asilo l’accesso gratuito a palestre, piste di atletica, centri sportivi. L’obiettivo è doppio: facilitare l’inclusione sociale e promuovere la salute mentale, spesso messa alla prova da esperienze traumatiche e lunghi periodi di attesa burocratica.
Dal ciclismo alla maratona, fino al tennis o al nuoto, molte associazioni utilizzano lo sport come veicolo per costruire comunità e legami. In diversi casi, queste attività diventano anche occasioni per imparare la lingua del Paese ospitante: durante gli allenamenti si parla, si ascolta, si assimilano parole nuove, si trova un contesto informale per apprendere. Per molti rifugiati impegnati in questi programmi, il primo vero amico in Europa è stato un compagno di squadra.
Queste storie confermano che lo sport da solo non basta: per costruire una nuova vita serve anche la formazione. È qui che la missione di SIA Servizi si integra perfettamente con queste esperienze: corsi di italiano, percorsi avanzati e orientamento professionale permettono a chi trova nello sport una valvola di rinascita di trasformare quell’energia in un cammino più solido. Road To Italy® aggiunge il passo finale, aiutando a collegare competenze e imprese, per fare dell’inclusione un traguardo reale.





