Fondimpresa lancia il Green: imprese pronte alla svolta, ora servono competenze vere

La transizione ecologica non è più un’opzione. È una necessità. E adesso prova a diventare anche un percorso concreto. Con il nuovo Avviso Fondimpresa 2/2026, in pubblicazione entro fine aprile, il sistema produttivo italiano si prepara a un passaggio chiave: formare i lavoratori per affrontare la trasformazione green e la sfida della circular economy.

Il messaggio è chiaro. Non basta investire in tecnologia. Serve investire nelle persone. Nei processi. Nelle competenze. Perché la sostenibilità, senza formazione, resta solo una parola.

Il bando si muove su due direttrici precise. Da una parte i progetti di trasformazione green: riduzione delle emissioni, efficientamento energetico, digitalizzazione sostenibile. Dall’altra l’economia circolare: riutilizzo, riciclo, ripensamento dell’intero ciclo produttivo.

Non è solo teoria. È operatività pura. Le imprese devono cambiare. E per farlo devono formare il proprio personale.

I numeri danno la dimensione dell’intervento. Fino a 50.000 euro per i progetti green più snelli. Fino a 250.000 euro per quelli più strutturati, con almeno 60 dipendenti coinvolti e oltre 1200 ore di formazione.

Ma il punto vero è un altro. Il tempo.

Il mercato corre. Le aziende devono adeguarsi rapidamente. E senza competenze aggiornate, il rischio è restare indietro.

È qui che si gioca la partita. Non sulla volontà. Ma sulla capacità di eseguire.

La transizione ecologica richiede figure nuove. Tecnici. Operatori. Professionisti capaci di lavorare in contesti produttivi diversi.

E questo apre un tema più ampio. Il lavoro.

Perché ogni trasformazione industriale genera nuovi fabbisogni. E ogni fabbisogno richiede formazione.

È una dinamica che si collega direttamente a modelli più strutturati. Dove la formazione non è fine a sé stessa. Ma diventa un passaggio verso l’occupazione.

È la logica che si ritrova anche nelle attività di SIA Servizi con Road To Italy, dove il percorso parte dalla formazione – linguistica e tecnica – e arriva al contatto diretto con il mondo del lavoro. Perché la vera sostenibilità, oggi, passa anche da qui.