Fondimpresa 1/2026, si apre la partita delle Politiche Attive: formazione da 320 ore per assumere disoccupati

Il mercato del lavoro italiano continua a sbattere contro lo stesso muro. Le imprese cercano personale. Ma troppo spesso non lo trovano. Soprattutto quando servono figure difficili da reperire, profili tecnici, competenze da costruire e non semplicemente da intercettare. È qui che entra in scena l’Avviso 1/2026 di Fondimpresa sulle Politiche Attive del Lavoro, con apertura dello sportello fissata al 21 aprile 2026 alle ore 9.00 e chiusura il 31 dicembre 2026 alle ore 13.00, anche se il consiglio operativo è chiaro: muoversi entro il 30 aprile per evitare l’esaurimento delle risorse disponibili.

L’impostazione del bando è netta. Si finanzia la realizzazione di un piano formativo finalizzato alla qualificazione o riqualificazione di disoccupati, con un obiettivo preciso: trasformare la formazione in assunzione. Non è un avviso pensato per attività generiche o per la formazione obbligatoria legata alla normativa nazionale. Il focus è un altro. Preparare persone oggi fuori dal mercato per inserirle davvero in azienda domani, in risposta a un fabbisogno professionale reale e documentabile.

I numeri raccontano bene la struttura dell’intervento. Il piano prevede 320 ore di formazione, è costruito per 5 allievi disoccupati, ha una durata complessiva di 6 mesi dalla comunicazione di approvazione da parte di Fondimpresa e può generare un finanziamento pari a 64.000 euro. Il punto decisivo, però, è un altro: il contributo viene erogato a saldo, entro 60 giorni dall’approvazione della rendicontazione finale, e solo al raggiungimento dell’obiettivo previsto dall’Avviso. Tradotto: niente anticipi, niente acconti, niente scorciatoie. Il finanziamento totale è subordinato all’assunzione a tempo indeterminato full time, anche in apprendistato, dei partecipanti effettivi. Restano fuori part time e tempo determinato. La prova dell’assunzione passa dal Modello UNILAV.

È qui che la misura acquista peso vero. Perché non stiamo parlando di un corso scollegato dal lavoro, ma di un percorso che impone coerenza tra fabbisogno aziendale, formazione e ingresso in organico. In una fase storica in cui il mismatch tra domanda e offerta resta una delle ferite più profonde del sistema produttivo italiano, il bando si muove su un terreno molto concreto: formare oggi per assumere subito dopo. E questo vale ancora di più per quelle imprese aderenti a Fondimpresa, o in fase di adesione, che hanno necessità di costruirsi in casa profili professionali non facilmente reperibili sul mercato.

Dentro questa cornice, il ruolo del partner tecnico non è un dettaglio. È una parte decisiva del progetto. Nel documento emerge con chiarezza il supporto di SIA Servizi, chiamata a operare su più fronti: progettazione e presentazione del piano a Fondimpresa, certificazione delle competenze acquisite, monitoraggio, rendicontazione e supporto completo nei rapporti con il Fondo. Non un accompagnamento formale, ma una presenza operativa lungo tutta la filiera del progetto.

Ed è proprio qui che il bando incrocia in modo naturale la missione più ampia di SIA Servizi. Perché la logica è la stessa che sostiene anche il progetto Road To Italy: partire dalla formazione, costruire competenze reali, accompagnare le persone lungo un percorso che non si fermi all’aula ma arrivi al lavoro. Dall’italiano di base ai percorsi di secondo livello, fino al contatto concreto con le imprese. È questa la differenza tra un corso che riempie ore e un progetto che prova davvero a colmare distanza, bisogno e futuro.