Decreto Cutro, l’Italia cerca 565mila lavoratori a settembre. Ma il vero problema è quel 44% che non si trova

Le imprese italiane programmano 565mila ingressi lavorativi nel mese di settembre e circa 1,5 milioni nel trimestre settembre-novembre. Eppure il 44% delle figure ricercate risulta di difficile reperimento. Il nuovo bollettino Excelsior fotografa una distanza che non riguarda soltanto il numero dei lavoratori disponibili, ma l’incontro tra professionalità richieste e competenze effettivamente presenti. L’articolo 23 può contribuire a colmare una parte di questa distanza attraverso formazione mirata nei Paesi terzi e successivo ingresso legale in Italia.

Il posto di lavoro esiste. La persona giusta, qualche volta, no

C’è un numero che racconta il mercato del lavoro italiano meglio di molte analisi: 44%. È la quota di profili che le imprese dichiarano difficili da reperire nelle previsioni occupazionali di settembre 2026. Il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro rileva 565mila ingressi programmati nel mese e circa un milione e mezzo nel trimestre.

Unioncamere Il dato non racconta soltanto un problema quantitativo. Racconta una distanza tra ciò che le aziende cercano e ciò che il mercato riesce a offrire. Una distanza che può dipendere dalla scarsità di candidati, dalle competenze richieste, dalle condizioni offerte e da altri fattori che devono essere analizzati prima di scegliere una risposta. Per questo la soluzione non può essere semplicemente cercare più persone. Bisogna capire quali professionalità mancano, dove mancano e perché non vengono reperite.

Dalla statistica al mestiere: il passaggio che deve fare l’impresa

Il Decreto Cutro offre una possibilità concreta attraverso l’articolo 23. Ma il percorso non può nascere da un numero nazionale. Deve nascere da un’azienda. Da un’impresa che individua una mansione, definisce le competenze necessarie e manifesta un fabbisogno occupazionale. Soltanto allora diventa possibile costruire un programma di selezione e formazione professionale e civico-linguistica in un Paese terzo. Il lavoratore che completa positivamente un programma approvato può accedere allo specifico canale di ingresso per lavoro fuori dalle quote ordinarie, attraverso la richiesta del datore di lavoro e le procedure previste.

Ministero Lavoro Sociale È un meccanismo che permette di collegare la formazione alla domanda italiana prima dell’ingresso. Non elimina automaticamente il problema del reperimento, ma offre uno strumento per affrontarlo in modo programmato.

Road To Italy, trasformare il 44% in nomi, mestieri e contratti

Per Road To Italy di SIA Servizi, il dato Excelsior rappresenta soprattutto una mappa dalla quale partire. Dietro quel 44% ci sono imprese, settori, territori e professionalità differenti. L’obiettivo non è costruire un generico bacino di lavoratori stranieri, ma individuare le aziende italiane che hanno necessità concrete e verificare dove sia possibile sviluppare programmi professionali nei Paesi terzi. Una volta definito il fabbisogno, si passa alla selezione, alla formazione, al percorso legale e all’assunzione. È una filiera che richiede tempo, organizzazione e collaborazione tra imprese, enti formativi e istituzioni. Ma cambia radicalmente la prospettiva. Il problema non è far arrivare qualcuno davanti a una fabbrica. È sapere prima quale competenza deve portare con sé quando ne attraverserà il cancello.