Dall’Afghanistan all’Italia: Alidad e il valore delle competenze che aprono porte

Alidad Shiri è arrivato in Italia da ragazzino, aveva solo quattordici anni quando ha lasciato l’Afghanistan per ragioni di guerra, sfuggendo a pericoli, attraversando confini, vivendo in Pakistan, lavorando irregolarmente da bambino. Non conosceva l’italiano, non aveva documenti, ma non ha smesso di sperare né di studiare. Dopo anni di attesa, lotta e fatica, ha giurato fedeltà alla Repubblica Italiana a Merano, diventando ufficialmente cittadino italiano.

La storia di Alidad mostra che il riconoscimento della cittadinanza è importante, ma non basta a garantire una vita lavorativa piena. Spesso titoli di studio ottenuti all’estero non vengono riconosciuti, la lingua resta barriera, la cultura del lavoro italiano diversa da quella appresa altrove. Per chi arriva straniero valutare un percorso formativo è decisivo: un corso di italiano migliora comunicazione, sicurezza, integrazione; un modulo tecnico offre competenze che il mercato richiede; un CV ben strutturato con esperienze rilevanti apre porte concrete. Fonti come UNHCR, Ministero dell’Interno e dati regionali evidenziano che rifugiati e migranti che ricevono formazione nei primi sei mesi hanno maggiore probabilità di trovare lavoro stabile.

Le norme introdotte dal Decreto Flussi 2025, semplificazioni, ingressi regolari, permessi più chiari aprono scenari che prima erano impensabili. Ma le leggi non bastano se non camminano insieme a formazione concreta, linguistica e tecnica, con riconoscimento dei titoli esteri o esperienze vissute. È il lavoro prima fatto sui moduli base di idioma, poi su competenze specifiche (assistenza, logistica, edilizia) che fa la differenza.

Ecco dove scorrono i fili che uniscono Alidad a tanti altri come lui: percorsi di formazione, corsi di lingua italiana di base o di secondo livello, bilanci competenze che valorizzano ciò che sai già fare, contatti diretti con aziende che assumono sono opportunità vere. Progetti come Road To Italy® e la missione di SIA Servizi costruiscono ponti: perché non basta arrivare, serve essere pronti.

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