Saifi: la famiglia afghana che a Belluno ha riscritto la parola «casa»

La famiglia Saifi è arrivata dall’Afghanistan e ha trovato accoglienza a Belluno nel contesto del Giubileo migranti promosso da parrocchie locali. Hanno attraversato montagne, passaggi clandestini e incertezze prima di approdare in Italia, portando con sé il desiderio di stabilità e dignità. (Fonte: Parola di Vita, racconto locale)

Nel tempo hanno impegnato risorse della comunità, volontariato e progetti solidali per adattarsi: corsi di italiano, tirocini, inserimento lavorativo. Non hanno solo cercato di sopravvivere, ma di partecipare attivamente alla vita del territorio. Hanno contribuito in piccole attività agricole, cura di spazi pubblici, volontariato nelle scuole e nei centri sociali.

La storia della famiglia Saifi è un esempio concreto di come l’integrazione passi dall’azione quotidiana: non basta che uno arrivi e venga “ospitato”. C’è bisogno che impari la lingua, conosca le regole, acquisisca competenze, trovi lavoro che dia dignità. Una persona che sa parlare può comunicare, chiedere, negoziare, crescere. Una persona che è formata ha un vantaggio stabile.

Nel panorama italiano molti migranti vivono in condizioni di marginalità proprio per la mancanza di questi strumenti: programmi di formazione troppo disgiunti, progetti che non coordinano mondo sociale, imprese e enti territoriali. L’efficacia di ogni progetto include nel suo DNA la visione: mettere la persona al centro, ma accompagnarla con strumenti concreti.

In questo spazio si inserisce la missione di SIA Servizi e Road To Italy®: non offrire solo contenuti isolati, ma percorsi integrati che comprendono corsi di lingua italiana di base e avanzata, moduli tecnici utili al territorio, bilanci di competenze che riconoscono anche l’esperienza precedente, orientamento al lavoro e contatti concreti con imprese sensibili. Questo è il modo per trasformare storie come quella dei Saifi in cicli virtuosi di partecipazione, lavoro e appartenenza.

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