Nel cuore del Piemonte un progetto sportivo sta diventando un punto di riferimento per l’inclusione: una squadra di rugby formata da italiani e rifugiati che si allena ogni settimana alle porte di Torino. L’iniziativa nasce dalla collaborazione fra società sportive locali e centri di accoglienza, con l’obiettivo di utilizzare il rugby come mezzo per costruire fiducia, disciplina e senso di appartenenza. Il campo diventa un luogo dove chi arriva dalla Nigeria, dal Gambia, dall’Eritrea o dalla Siria può sentirsi finalmente parte di qualcosa, lontano dall’incertezza che spesso accompagna i primi mesi in Italia.
Molti dei ragazzi che partecipano al progetto raccontano la stessa sensazione: “qui posso respirare”. Un pallone ovale, un placcaggio, una corsa in meta diventano un linguaggio universale che supera i confini della lingua. Accanto allo sport, gli allenatori raccomandano percorsi di studio dell’italiano e attività formative per sostenere l’inserimento lavorativo. Il rugby, con le sue regole precise e il valore del lavoro di squadra, diventa un esercizio di cittadinanza.
In iniziative come questa emerge l’importanza della formazione parallela allo sport. Imparare l’italiano, comprendere la cultura del lavoro, avere strumenti per orientarsi: senza questo supporto, anche lo sport rischia di rimanere un’esperienza isolata. È qui che realtà come SIA Servizi si inseriscono in modo naturale: corsi di lingua italiana di base, percorsi di secondo livello e orientamento professionale che accompagnano i ragazzi dall’accoglienza all’occupazione. Road To Italy® completa il percorso creando un ponte con le imprese, trasformando il talento e la disciplina maturati in campo in una reale opportunità lavorativa.





