C’è un punto in cui le parole smettono di essere slogan e diventano sistema. È accaduto a Pescara, il 27 febbraio, durante la Convention di Confindustria Umbria, Marche e Abruzzo. In quella sede è intervenuto Marcellino Bidoli, per conto di SIA Servizi Srl, per illustrare nel dettaglio il meccanismo operativo di Road To Italy®, un modello che integra Decreto Cutro, formazione linguistica certificata e selezione internazionale di profili altamente specializzati.
Non è un progetto teorico. È una filiera strutturata. “La nostra attività è un’attività di ricerca e selezione all’estero di talenti e di personale specializzato. È un sistema che risponde alla richiesta di lavoro che c’è in Italia”. Le imprese italiane, soprattutto nei settori ad alta intensità tecnica, registrano un deficit crescente di figure qualificate. Il numero dei laureati e dei tecnici specializzati non basta a coprire la domanda interna. Il mismatch è evidente.
Il modello Road To Italy® nasce proprio per colmare questo gap. “Qui registriamo un numero troppo basso di laureati, che va in contrapposizione al dato degli Stati dell’Est Europeo, dove registriamo una realtà salariale più complessa. Dunque abbiamo deciso di muovere i nostri interessi nei Paesi ad alta produttività, come i Paesi del Golfo”. Non una scelta casuale. Nei Paesi del Golfo esistono filiere complete: progettazione, ingegneria, realizzazione operativa. Squadre di lavoro strutturate. Professionalità già formate.
Accanto a questo asse, Road To Italy® sta sviluppando attività in Marocco e Venezuela, con una logica di scouting mirato. “Parliamo di personale skillato che stiamo ricercando anche in Marocco e in Venezuela, dove ci stiamo muovendo già da qualche tempo”. Non manodopera generica, ma competenze tecniche selezionate.
Il perno giuridico è il Decreto Cutro. Uno strumento che consente ingresso programmato per lavoro, integrando formazione preventiva e procedure snelle. “Lo strumento principale che utilizziamo è il Decreto Cutro, anche grazie ai fondi di Fondimpresa”. Il meccanismo è chiaro. Primo: individuazione dei profili richiesti dalle aziende italiane. Secondo: formazione linguistica con esame certificato. Terzo: preparazione sulle normative di sicurezza. La lingua non è accessorio. È requisito. “Uno degli aspetti d’interesse è l’inserimento dell’elemento della formazione come facilitazione per l’ingresso nel nostro territorio. Questo favorisce la rapidità di ingresso, anche perché le aziende hanno necessità di una risposta veloce”.
La formazione non è improvvisata. È strutturata attraverso una vera e propria Accademia dei Mestieri. Il sistema è replicabile. Standardizzato. Basato su Bilanci di Competenza redatti da esperti. L’obiettivo è garantire alle imprese italiane personale già valutato, profilato, certificato. Non scommesse. Ma scelte consapevoli.
Il nodo economico è altrettanto strategico. Le aziende possono attingere ai finanziamenti replicando il meccanismo del Decreto Cutro attraverso Fondimpresa. Una leva fondamentale per sostenere percorsi formativi e inserimenti rapidi. “Il Decreto Cutro è estremamente funzionale. Si basa su due elementi focali: ricerca dei profili necessari e corso di lingua con superamento dell’esame”. È una filiera chiusa. Certificata. Garantita.
Particolare attenzione è riservata anche ai rifugiati. “Lavoriamo molto sui rifugiati. Facciamo ricerca e selezione standardizzata realizzando un modello valido nei più disparati Paesi”. Qui entra in gioco la dimensione sociale. Non assistenzialismo. Ma produttività. Integrazione attraverso lavoro qualificato.
La visione è chiara. “Io credo che questa procedura sarà la difesa della produttività italiana. Scegliendo profili professionalizzati consoni alle esigenze delle aziende ne gioverà la produttività e si colmerà quel gap di professionalità che oggi anche le stime e i numeri ci relazionano”.
In questo scenario Road To Italy® non è solo piattaforma. È ponte. È sistema integrato che unisce selezione internazionale, formazione linguistica di base e di secondo livello, normativa sulla sicurezza e ingresso rapido nel mercato del lavoro. SIA Servizi ha costruito un modello che mette insieme esigenze delle imprese e competenze globali. In un Paese che invecchia e che fatica a trovare profili specializzati, la risposta non è emergenziale. È strutturale. È formazione. È programmazione. È produttività che nasce dalla competenza.





