A Perugia, si è svolto un importante workshop dedicato al contrasto dello sfruttamento lavorativo in agricoltura, promosso nell’ambito del progetto regionale “Azioni di prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo e alla tratta”, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Umbria. L’incontro ha riunito istituzioni, associazioni e rappresentanti del terzo settore con l’obiettivo di individuare strumenti efficaci per tutelare i lavoratori stagionali — molti dei quali migranti — e promuovere pratiche sostenibili di impiego nel comparto agricolo. Secondo i dati raccolti durante il workshop, l’Umbria, pur non essendo tra le regioni con il più alto tasso di sfruttamento, registra casi crescenti di caporalato, lavoro nero e condizioni abitative inadeguate nei periodi di raccolta intensiva.
Nel corso dei lavori sono emerse alcune proposte operative: l’introduzione di sportelli territoriali per la tutela legale e sindacale dei lavoratori, l’uso di piattaforme digitali di incontro tra domanda e offerta agricola trasparente e, soprattutto, l’avvio di percorsi di formazione linguistica e professionale. Una delle difficoltà più evidenti, infatti, riguarda la barriera linguistica che ostacola i lavoratori stranieri nel comprendere i propri diritti, le norme contrattuali e le procedure per la regolarizzazione. Accanto agli interventi repressivi, l’attenzione si sposta quindi sulla prevenzione, sulla conoscenza e sulla creazione di un sistema virtuoso dove la formazione diventi il primo antidoto allo sfruttamento.
È in questa direzione che si inserisce anche la visione di SIA Servizi e del programma Road To Italy®, impegnati da anni nella costruzione di percorsi formativi integrati per rifugiati, richiedenti asilo e cittadini stranieri. I corsi di lingua italiana PLIDA, insieme ai moduli di orientamento al lavoro e sicurezza nei luoghi di impiego, rappresentano un modello concreto di inclusione e legalità. Formare non significa solo insegnare, ma restituire consapevolezza e autonomia a chi troppo spesso è privo di strumenti per difendersi. Nel mondo agricolo — come in ogni settore produttivo — la dignità del lavoro passa attraverso la conoscenza, la regolarità e la possibilità di un percorso stabile. È qui che formazione, impresa e responsabilità sociale si incontrano per costruire un’Italia più giusta, dove l’integrazione diventa la prima forma di prevenzione.





