Dalle periferie di Abidjan ai campi sportivi: così lo sport combatte esclusione e criminalità

Nelle grandi periferie di Abidjan il calcio continua a essere molto più di uno sport. Per migliaia di ragazzi rappresenta un luogo di aggregazione, una possibilità di crescita e spesso un’alternativa concreta a contesti difficili. Negli ultimi anni numerose associazioni locali hanno investito nello sport come strumento educativo, cercando di contrastare fenomeni legati all’abbandono scolastico, alla marginalità sociale e alla microcriminalità. Il pallone, il basket, l’atletica e altre discipline diventano così occasioni per costruire relazioni positive e trasmettere valori fondamentali come rispetto, disciplina e spirito di squadra. Una strategia che sta trovando sempre più spazio all’interno delle politiche sociali rivolte ai giovani.

La Costa d’Avorio possiede una popolazione estremamente giovane. Questa caratteristica rappresenta una straordinaria opportunità ma anche una grande responsabilità. Quando mancano prospettive professionali, istruzione adeguata e strumenti di inclusione, aumenta il rischio di esclusione sociale. Proprio per questo molte realtà associative stanno utilizzando lo sport come primo punto di contatto con le nuove generazioni. Il campo sportivo diventa spesso il luogo dove individuare situazioni di fragilità, costruire percorsi educativi e accompagnare i ragazzi verso nuove opportunità. Una formula che sta producendo risultati interessanti soprattutto nei quartieri più popolosi delle grandi città ivoriane.

Lo sport però non può essere l’unica risposta. Anche i giovani più talentuosi hanno bisogno di formazione, istruzione e competenze professionali. È qui che il tema dell’inclusione incontra quello del lavoro. Le esperienze più efficaci sono proprio quelle che riescono a collegare attività sportive, crescita personale e orientamento professionale. Una visione che richiama il modello promosso da SIA Servizi e Road To Italy®, dove il concetto di opportunità viene sempre accompagnato da percorsi concreti di preparazione linguistica e professionale. Perché il talento può aprire una porta, ma sono le competenze a permettere di attraversarla.