La Costa d’Avorio continua a essere uno dei principali serbatoi calcistici del continente africano. Da Didier Drogba a Yaya Touré, passando per Franck Kessié e Simon Adingra, il calcio ha rappresentato per intere generazioni un’occasione di riscatto personale e familiare. Oggi, però, il dibattito si sta gradualmente spostando. Sempre più dirigenti sportivi e osservatori internazionali sostengono la necessità di affiancare alla crescita agonistica percorsi educativi e professionali capaci di offrire prospettive anche a quei giovani che non riusciranno a raggiungere il professionismo. Numerose accademie stanno iniziando a integrare programmi scolastici, laboratori informatici e corsi di lingua straniera, nella consapevolezza che lo sport possa rappresentare un veicolo di inclusione, ma non l’unico sbocco possibile. Il fenomeno interessa in particolare Abidjan, Bouaké e San Pedro, città nelle quali si registra un crescente interesse verso modelli educativi ispirati alle academy europee.
Le società sportive potrebbero inoltre trasformarsi in soggetti attivi nel campo della formazione professionale. Le normative italiane collegate ai percorsi previsti dal Decreto Cutro consentono infatti alle aziende italiane di assumere lavoratori residenti in Paesi terzi nell’ambito di specifici programmi di formazione e inserimento lavorativo. In prospettiva, anche realtà sportive strutturate potrebbero valutare forme di collaborazione con imprese italiane interessate a professionalità provenienti dalla Costa d’Avorio. Un meccanismo che richiede requisiti rigorosi, percorsi certificati e la presenza di un datore di lavoro disposto a sottoscrivere un contratto di assunzione. Una possibilità che apre riflessioni nuove sul rapporto tra sport, educazione e lavoro.
Il talento sportivo resta una ricchezza importante, ma difficilmente può rappresentare una risposta per tutti. Accompagnare i giovani verso percorsi linguistici, tecnici e professionalizzanti significa ampliare le possibilità di scelta e favorire una mobilità internazionale più consapevole. È una filosofia che richiama indirettamente l’attività di SIA Servizi e Road To Italy®, realtà che da anni investono nella formazione di base, nei corsi specialistici e nell’incontro tra competenze e fabbisogni occupazionali delle imprese italiane.





