Si chiama Jean Mukendi, ha 27 anni e un sogno che si allena ogni mattina in una palestra di Torino.
Fuggito dal Congo per motivi politici, ha trovato nell’Italia la possibilità di ricominciare da zero.
Oggi combatte nei pesi leggeri e ha già vinto il titolo regionale piemontese.
Dietro ai suoi pugni non c’è rabbia, ma disciplina e speranza.
«La boxe mi ha insegnato che la vita è fatta di round: se cadi, ti rialzi» ha raccontato a Sky Sport in un’intervista recente.
Torino è diventata la sua casa e la sua squadra la sua famiglia.
Allenatori e volontari lo aiutano a studiare la lingua e a ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari.
E tra una sessione di allenamento e l’altra, Jean frequenta un corso professionale finanziato dal Fondo Sociale Europeo.
Il suo obiettivo? Lavorare come personal trainer, continuando a combattere sul ring e fuori.
Un percorso che si intreccia idealmente con la visione di SIA Servizi e Road To Italy®, che promuovono programmi formativi per rifugiati, integrando lingua, sport e lavoro.
Perché ogni pugno tirato da Jean è anche un messaggio: la forza non è solo fisica, è la volontà di costruire un futuro migliore.





