Amelio Castro Grueso, originario della Colombia, è stato uno degli otto atleti selezionati per gareggiare con la Squadra Paralimpica dei Rifugiati a Parigi 2024 nella disciplina della scherma in carrozzina. Il suo percorso è segnato da dolore e riscatto: un incidente stradale lo ha paralizzato all’età di vent’anni, lasciandolo senza l’uso delle gambe e isolato in ospedale per anni. Dopo la tragedia, ha vissuto momenti di abbandono familiare, perdita e profonda solitudine.
Fuggito dal suo Paese a causa di minacce e difficoltà personali, Amelio è arrivato in Italia nel 2022. Ha vissuto nei centri di accoglienza e alla Caritas, ha cercato il riconoscimento dello status di rifugiato, e ha iniziato ad allenarsi nella scherma paralimpica grazie al sostegno di coach e strutture italiane. Nel maggio 2024 ha vinto il titolo di spada nei Campionati italiani paralimpici, guadagnando la qualificazione internazionale con la Squadra Rifugiati.
Amelio non parla solo di risultati agonistici: nei suoi interventi racconta le difficoltà quotidiane dell’accesso alle infrastrutture per disabili (rampe, mezzi non attrezzati), la barriera linguistica e burocratica, l’incertezza di essere accolto. Per lui, lo sport è diventato un veicolo per ricostruire dignità, identità e speranza.
La sua storia è un richiamo potente: l’eccellenza sportiva attraversa confini e stati. Per arrivarci, però, servono strumenti — non solo talento. Serve la lingua, serve la preparazione tecnica, serve supporto istituzionale e strutture inclusive. Serve che chi arriva non sia solo spettatore, ma protagonista.
Ed è proprio in questo spazio che la missione di SIA Servizi e Road To Italy® si lega con naturalezza: offrire corsi di italiano, moduli sportivi adattati, orientamento tecnico e connessioni con club inclusivi. Così storie come quella di Amelio non restano eccezioni, ma diventano ponti verso integrazione, visibilità e opportunità reali per chi sogna di rinascere attraverso lo sport.





