Abidjan corre, ma il lavoro manca: la Costa d’Avorio guarda alla formazione professionale

Abidjan cresce a ritmi impressionanti. Grattacieli, nuove strade, investimenti internazionali, porti, logistica e infrastrutture stanno trasformando la capitale economica della Costa d’Avorio in uno dei poli più dinamici dell’intera Africa occidentale. Negli ultimi anni il Paese ha registrato una crescita economica tra le più alte dell’area subsahariana, attirando interesse da parte di imprese europee, asiatiche e mediorientali. Ma dietro l’immagine della “nuova Africa che avanza” resta aperta una ferita enorme: quella del lavoro giovanile.

La Costa d’Avorio possiede una popolazione giovanissima. Migliaia di ragazzi ogni anno entrano nel mercato del lavoro senza trovare percorsi professionali realmente stabili. In molte aree urbane continua a dominare il lavoro informale mentre disoccupazione e precarietà alimentano disagio sociale e migrazione. Già anni fa diversi progetti locali avevano evidenziato come il vero problema fosse il divario tra formazione scolastica e richieste concrete del mercato. Una criticità che oggi resta attualissima soprattutto nei settori tecnici e operativi.

Ed è proprio qui che il rapporto tra Costa d’Avorio ed Europa inizia a intrecciarsi sempre di più con il tema della formazione professionale. L’Italia continua infatti a cercare personale specializzato nei comparti edilizia, metalmeccanica, logistica e servizi tecnici. Ma oggi le aziende non cercano soltanto manodopera. Cercano persone preparate, capaci di comprendere lingua italiana, sicurezza sul lavoro e organizzazione aziendale. Una direzione che richiama molto da vicino il modello sviluppato da SIA Servizi e Road To Italy®, basato proprio sulla costruzione di percorsi regolari che uniscono italiano di base e avanzato, formazione professionale e collegamento diretto con il mondo del lavoro italiano.